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martedì 7 maggio 2013

Simply the best. Le migliori frasi in #andreottese


Andreotti ha lasciato un suo stile verbale, un suo frasario in puro “andreottese”, che fa rima (baciata) con “politichese”.
Tutte le sue freddure sono intrise di un pragmatismo spiazzante, credo sia questa la loro forza e, allo stesso tempo, la loro debolezza. Perché hanno il potere di sminuire, di riportare tutto ai numeri negativi che sono al di sotto del grado zero del realismo.
Ecco alcune delle sue battute suddivise sulle base degli espedienti linguistici utilizzati.

Ritmo
“Meglio tirare a campare che tirare le cuoia.”
A volte una battuta funziona perché, con un ritmo azzeccato, fotografa una filosofia di vita e un modo di intendere la politica.

Paradosso
“Il potere logora chi non ce l’ha.”
“Non basta avere ragione. Ci vuole qualcuno disposto a dartela.”
“I miei amici che facevano sport sono morti da tempo.”
“Ci sono due tipi di matti. Quelli che credono di essere Napoleone e quelli che credono di risanare le Ferrovie dello Stato.”
Un’apparente contraddizione, ci fa scoprire qualcosa di nuovo sulla realtà: il potere non è solo una responsabilità schiacciante ma può essere un afrodisiaco; è saggio chi è capace di raccogliere consensi, non chi sa più degli altri; quello che tutti pensano possa essere salutare, come lo sport, fa male; chi si propone grandi progetti è pazzo.

Ostentata ottusità
“So di essere di media statura, ma non vedo giganti intorno a me.”
“Aveva spiccato il senso della famiglia. Infatti ne aveva due e oltre.”
Ci sono battute che si basano su una ostentata, e falsa, incomprensione di un meccanismo linguistico, come confondere la statura con il livello morale o l’amore per la famiglia con la tendenza a farsene più di una.

Fughe semantiche
Quando gli chiesero se era vero che con Gelli, capo della P2, si telefonavano tutti i giorni rispose:
“Neanche con mia moglie, da fidanzati, ci sentivamo tutti i giorni.”
Quando gli chiesero come poteva essere amico di Gorbaciov e di Riina:
“Credo che Totò Riina sarà inorgoglito dall’equiparazione con Gorbaciov.”
Ti chiedono capra, rispondi cavoli. È un modo per fuggire a gambe levate da una domanda scomoda introducendo un nuovo argomento.

Antonomasia
“Nascosto nell’ombra c’è un Andreotti più Andreotti di me?”
L’autoironia è l’arma del pragmatico. Andreotti gioca sull’antonomasia che associa il suo nome a tutti i mali dell’Italia.
Sullo stesso stile gioca la frase che segue:
“A parte le guerre puniche mi viene attribuito veramente tutto.”

Infine, l’apoteosi del pragmatismo:
“A pensare male degli altri si fa peccato. Ma ci s’indovina.”

mercoledì 19 gennaio 2011

Berlusconi: videomessaggio ergo sum

Questa sera i telegiornali hanno riportato un nuovo videomessaggio di Silvio Berlusconi sull’affaire Ruby.

Qualche osservazione a caldo sulle strategie linguistiche (testo completo, guarda il video).

1. Stile Obama. Il premier invita i cittadini a farsi loro stessi promotori della sua innocenza nei confronti dei propri amici.
«Ho avuto finalmente modo di leggere le 389 pagine dell'ultima vera e propria persecuzione giudiziaria, la ventottesima in 17 anni, che la Procura di Milano mi ha notificato con grande e voluto clamore nei giorni scorsi.
Le violazioni di legge che sono state commesse in queste indagini sono talmente tante e talmente incredibili che non posso non raccontarvele perché possiate denunciarle e farvi portatori di un messaggio ai vostri amici di come si sta cercando di sovvertire il voto popolare».
Chi, come me, è iscritto alla newsletter di Barack Obama riceve frequentemente messaggi e-mail del presidente Usa e dei suoi collaboratori. La quasi totalità di questi messaggi si conclude con un invito all’azione: vedere un video; visitare un sito Web; appoggiare una causa o condividere un’argomentazione con amici, familiari o all’interno della propria comunità:
«share with your friends and family».

2. Comune cittadino. Il premier intende far uscire il suo caso dalla straordinarietà attraverso un paragone. La tesi è: quanto è capitato a me potrebbe succedere anche a te, cittadino. Domani stesso.
Questa strategia viene usata due volte:
«Ma questo comportamento è gravissimo anche per il comune cittadino perché gli toglie qualsiasi possibilità di privacy».
«Tutto questo potrebbe capitare a chiunque di voi».

3. Ruby: «questa ragazza» o «la ragazza»? Berlusconi prende le distanze da Ruby, definendola più volte «questa ragazza» anche se, nella vicenda, è la ragazza per antonomasia. Il personaggio chiave.

4. Interlocutore disconosciuto. Il premier affronta il punto più importante della questione: presentarsi davanti ai magistrati. L'argomentazione è: lo farei, ma mi è impossibile, perché i Pm in questione sono interlocutori la cui condizione la cui autorevolezza (condizione di felicità del dire) è disconosciuta dal premier. Un'argomentazione efficace dal punto di vista della strategia linguistica.
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5. Dispiegamento di forze "paradossale". Efficace anche l’argomentazione utilizzata per contestare le forze impiegate dai Pm. La figura retorica è il paradosso:
«Gli stessi Pm che hanno ordinato con uno spiegamento di forze di almeno 150 uomini una imponente operazione di perquisizione contro ragazze colpevoli soltanto di essere state mie ospiti in alcune cene».