venerdì 1 luglio 2011

Alfano, il partito dell’onestà e la spremuta di olive

Cosa c’entra la spremuta di olive con il Pdl? C’entra.

Oggi Angelino Alfano, acclamato segretario del Pdl, ha dichiarato di fronte a una folla entusiasta:

«Dobbiamo lavorare per il partito degli onesti. Presidente, lei - dice rivolgendosi a Berlusconi - è stato un perseguitato dalla giustizia perché nel '94, aveva 58 anni, e non è possibile che fino ad allora non era successo niente e, poi, quando è entrato in politica le è successo di tutto con riferimento al passato. Lei è un perseguitato, ma ho l'onestà di dire che non tutti lo sono».

Sembra che il Pdl sia intenzionato a ricostruire la propria credibilità, i pubblicitari direbbero il proprio “posizionamento”: la percezione di un prodotto da parte di noi consumatori. Nel marketing, naturalmente, la percezione ci viene “suggerita” dal produttore.

L’olio extravergine Monini afferma il suo posizionamento di genuinità, associando al marchio lo slogan “Una spremuta di olive”.

Il nuovo Pdl, all’alba dell’era Alfano, si riposiziona come ”il partito degli onesti”. Per farlo in modo credibile, è costretto ad ammettere qualche colpa dei suoi affiliati, eccezione fatta per il capo. Ma, per ricostruire il candore perduto, ne vale la pena.

Popolo della libertà o, meglio, popolo della extraverginità?

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