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mercoledì 3 giugno 2015

Quando Hillary Clinton criticò la retorica di Obama (usando una figura retorica), PerLaRe intervista Richard Nordquist

PerLaRe intervista Richard Nordquist, professore emerito di retorica e inglese alla Armstrong Atlantic State University, USA

In Italia si usa spesso l’aggettivo “retorico” per indicare un discorso ampolloso o enfatico. E’ così anche negli Stati Uniti?
Sì, è così. Analogamente al termine “oratoria”, “retorico” sottende spesso una connotazione negativa, equivalente più o meno ad ampollosità o ingannevolezza. Durante la campagna per la presidenza degli Stati Uniti del 2008, ad esempio, Hillary Clinton disse: “Alla fine ciò che conta davvero non sono i discorsi che un presidente tiene, ma se il presidente poi tiene fede a quei discorsi.” Riferendosi indirettamente a Barack Obama (le cui capacità di oratore sono generalmente considerate superiori alle sue), la Clinton fece questa osservazione in un suo discorso, osservazione espressa secondo l’antico dispositivo retorico detto chiasmo o antimetabole. In altre parole, la Clinton stava usando la retorica per mettere in discussione o indebolire la retorica di un avversario. Per leggere il resto vai qui.

domenica 24 maggio 2015

Lo storfy di "Retorica. Il sale della parola"


Ringraziamo Mauro Facondo per aver fatto lo storify dell'evento del 22 aprile, nel corso del quale è stata lanciata PerLaRe, Associazione Per La Retorica.

mercoledì 6 maggio 2015

Manager e retorica: Andrea Granelli su Harvard Business Review

L’arte di ragionare e di “bene dicendi” ha sempre fatto parte del cursus honorum della classe dirigente, a partire dalla formazione personale in vigore presso l’antichità greco-romana, passando per il sistema delle università nate nel Medio Evo e sviluppatesi nel Rinascimento per arrivare ai metodi educativi dei gesuiti e della loro ratio studiorum. L’era moderna ha deciso, però, di buttarsi fideisticamente nelle braccia esclusive del metodo scientifico, arrivando a considerare le scienze umane non più come fondamento di ogni sapere ma come ambito specialistico. Leggi tutto

sabato 25 aprile 2015

25 aprile: le parole di Giacomo Matteotti contro il fascismo



“Io il discorso l’ho fatto. Ora voi preparate il discorso funebre per me”. Sono le parole che, il 30 maggio 1924, Giacomo Matteotti rivolge ai suoi colleghi, dopo aver pronunciato un drammatico discorso alla Camera dei Deputati con il quale denunciava le intimidazioni e i brogli delle elezioni del 6 aprile del 1924.
Immediata la reazione di Mussolini sul giornale Il Popolo d’Italia: “bisogna dare una lezione al deputato del Polesine”. La “lezione” segue dopo qualche giorno: il 10 giugno Giacomo Matteotti viene rapito a Roma. Il suo corpo sarà ritrovato dopo due mesi a 25 chilometri dalla capitale.
Voglio ricordare l’Anniversario della liberazione d'Italia con le parole di Matteotti che, alla libertà del nostro Paese, ha dedicato la sua vita.
Nel suo discorso alla Camera, Matteotti ricorda gli episodi di violenza che hanno caratterizzato le elezioni:
“A Melfi è stata impedita la raccolta delle firme con la violenza. In Puglia fu bastonato perfino il notaio”
“L’inizio della campagna elettorale del 1924 avvenne dunque a Genova, con una conferenza privata e per inviti da parte dell’onorevole Gonzales. Orbene, prima ancora che si iniziasse la conferenza, i fascisti invasero la sala e a furia di bastonate impedirono all’oratore di aprire nemmeno la bocca”
Un voce non indentificata nell’aula dice:
“Non è vero, non fu impedito niente”
Matteotti reagisce con l’ironia, figura che consiste con il dire l’opposto di quello che si pensa, lasciando che sia il destinatario a interpretare il senso corretto dal contesto e dal tono della voce:
“Allora rettifico! Se l’onorevole Gonzales dovesse passare otto giorni a letto, vuol dire che si è ferito da solo, non fu bastonato. L’onorevole Gonzales, che è uno studioso di San Francesco, si è forse autoflagellato?”
Il presidente della Camera invita Matteotti a parlare “prudentemente”. La risposta di Matteotti è magistrale:
“Io chiedo di parlare non prudentemente né imprudentemente, ma parlamentarmente!”.

Viva il 25 aprile. Viva la libertà.

Intervista a Renato Barilli, uno dei più importanti esperti italiani di #retorica

"La retorica ha origini antichissime, ma credo che si mantenga perfettamente in forma". Renato Barilli, uno dei più grandi esperti italiani di retorica, ha rilasciato un video-intervista a PerLaRe, L'Associazione Per La Retorica, nata il 22 aprile.


lunedì 20 aprile 2015

PerLaRe, Associazione Per La Retorica su wired.it

Wired pubblica un articolo su PerLaRe, Associazione per la retorica, e lancia l'evento del 22 aprile:
Retorica, il sale della parola, ore 18,30, Civita, Piazza Venezia 11, Roma

Mercoledì 22 aprile nasce PerLaRe, Associazione Per La Retorica


venerdì 17 aprile 2015

Nasce PerLaRe, Associazione Per La Retorica. Ne parla corriere.it

PerLaRe-associazione Per la Retorica, fondata da Andrea Granelli e Flavia Trupia, si propone di adattare la retorica allo spirito del tempo. Ne parla corriere.it nell'articolo "Da Steve Jobs a Farinetti: dieci imprenditori diventati grandi grazie alla retorica".
PerLaRe si concentra su tre aree nelle quali la retorica svolge un ruolo chiave, malgrado pochi ne sappiano individuare la presenza: la politica, il business, il web.
Lo scopo dell’associazione è rilanciare la conoscenza e l’uso consapevole della retorica, per troppi anni ingiustamente emarginata e ridicolizzata. Questa disciplina, infatti, è stata spesso associata in modo esclusivo al discorso vanamente enfatico, esageratamente gonfiato, con il fine di nascondere la mancanza di contenuti o, peggio, l’opacità degli intenti. La retorica può essere questo, ma è anche molto altro. La storia ci insegna che può essere un bieco mezzo propagandistico o uno strumento democratico per dare gambe e respiro a un’idea: ne facevano uso Joseph Goebbels, in modo spregevole e Martin Luther King, in modo sublime.
PerLaRe crede nella parola, come strumento di comprensione di noi stessi e degli altri, di condivisione delle idee, di convivenza con la complessità e di persuasione dell’altro in modo pacifico.
PerLaRe crede che la conoscenza delle tecniche della retorica possa essere un vaccino, mettere in condizione le persone di riconoscere e contrastare la demagogia e la manipolazione. Per questo motivo i discorsi dei personaggi commentati in questo sito non sono sempre condivisibili. Scegliere solo esempi positivi avrebbe dato una visione distorta della materia e della realtà.
PerLaRe crede che la retorica sia uno strumento per tutti e non debba essere relegata a un circolo di accademici. Ecco perché l’associazione vuole essere un luogo di incontro di persone che usano la retorica nella loro vita professionale e desiderano farlo con maggiore consapevolezza, correttezza ed efficacia.
Perché la retorica non è solo arte del dire, ma soprattutto arte del ragionare.

venerdì 3 aprile 2015

#Retorica. Il sale della parola, il 22 aprile a Roma

L'ARTE DEL DIRE E DEL RAGIONARE NELLA POLITICA, NEL BUSINESS E NEL WEB
Il 22 aprile a Roma, nasce PerLaRe-Associazione Per La ‪#‎Retorica‬. Perché la #retorica non è un paese per vecchi.

Parteciperanno all'incontro: Dino Amenduni, Responsabile nuovi media, Proforma; Renato Barilli, professore emerito presso l’Università di Bologna e blogger; Paolo Boccardelli, direttore Luiss Business School; Federica Chiavaroli, imprenditrice nel campo della formazione e senatrice; Ivan Lo Bello, vicepresidente di Confindustria con delega all'Educazione; Andrea Granelli e Flavia Trupia, autori di “Retorica e business” (Egea) e fondatori dell’Associazione PerLaRE-Per La Retorica
Modera: Andrea Talamonti, Associazione Civita