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giovedì 14 giugno 2012

Discorsi potenti collezione: pillole di retorica

È tempo di un nuovo elemento di Discorsi potenti collezione: il film L’amore ha due facce, diretto e interpretato nel 1996 da Barbra Streisand.

Barbra interpreta una professoressa di letteratura della Columbia University, bruttina ma brillante. Magistrale è la sua lezione sull’amore. La domanda cui dà una risposta è: perché, malgrado tutti sappiamo che presto finirà e che soffriremo come cani, tutti – ma proprio tutti – vogliamo innamoraci?

Nel discorso sono presenti due particolari stratagemmi retorici:

Il primo. La costruzione dell’intero discorso si basa su un’aspettativa tradita: l’ascoltatore crede che il discorso vada verso una denigrazione dell’amore, considerato come ingenuo e antiquato. Invece si conclude con un’esaltazione dell’amore.

Il secondo. L’uso del turpiloquio come culmine di un crescendo. Un turpiloquio che funziona perché è necessario all’armonia del testo e ne rappresenta il momento massimo di drammatizzazione. Insomma, anche un “cazzo” è retorica:


Testo della lezione sull’amore di Barbra Streisand

… L’essenza e il fine dell’amore romantico è: Mike? Il sesso? Mike, Mike. Il sesso! Ma è una fissa! Il matrimonio? Il matrimonio, sì esatto! Ma non è sempre stato così. Intorno al 1100, c’era un concetto, noto come amor cortese, che non aveva nulla a che vedere né con il matrimonio, né con il sesso. Nella maggior parte dei casi veniva definito come un’appassionata affinità fra un cavaliere della corte e una dama che era già sposata. E quindi non avrebbero mai consumato il loro amore…

Riflettete su questo: il sesso è sempre stato la pozione fatale. Guardate la letteratura del tempo: Lancillotto e Ginevra, Tristano e Isotta. Consumare il sesso conduceva soltanto alla follia, alla disperazione, alla morte.

Gli esperti clinici, gli studiosi, mia zia Ester, sono d’accordo nell’affermare che il vero amore ha una dimensione spirituale. Mentre l’amore romantico non è altro che menzogna e illusione, un mito moderno…  Quando andiamo al cinema, noi vediamo gli innamorati che si baciano sullo schermo, la musica aumenta di volume e noi ce la beviamo, così, quando il mio ragazzo mi porta a casa e mi dà il bacio della buonanotte, se non sento la filarmonica, io lo mollo.

Ora la domanda è: perché ce la beviamo? Noi ce la beviamo perché, che sia un mito o una manipolazione, diciamocelo, tutti vogliamo innamorarci. Vero? Perchè ? Perché è un’esperienza che ci fa sentire completamente vivi, ci rigenera, risveglia tutti i sensi, ingigantisce ogni emozione, la nostra realtà quotidiana è scossa e siamo catapultati in paradiso. Può durare un solo momento, un’ora, un pomeriggio… Quindi la domanda finale è: perché le persone hanno sete d’amore pur sapendo che ha una data di scadenza e può essere doloroso e devastante? Che ne pensate? Perché porta alla riproduzione della specie? Un bisogno psicologico di entrare in contatto con gli altri?...

Belle risposte, ma un po’ troppo intellettuali per me. Io credo che sia perché, finché l’amore dura, cazzo, non c’è niente di meglio!

lunedì 16 aprile 2012

Discorsi potenti collezione. Pillole di retorica







Nicola Del Duce mi ha segnalato una pillola per la reto-collezione: il monologo di Al Pacino nel film Scent of a woman del 1992.






È la storia di Charles Simms, originario dell’Oregon, che frequenta l’esclusiva scuola Berd di Boston nella quale si forma la classe dirigente del Paese.






A differenza dei suoi compagni, Charles ha origini umili e cerca di mantenersi con qualche lavoretto, come fare da accompagnatore al cieco colonnello Slade.






Un giorno vede un gruppo di ragazzi della scuola danneggiare l’automobile del preside. Quest’ultimo gli propone un accordo che ha il sapore della corruzione: se Charles farà i nomi dei colpevoli, il preside gli farà avere una lettera di referenze per andare a Harvard.





Il preside mette in piedi una sorta di processo, convocando la commissione di disciplina dei docenti e degli studenti. A sorpresa, appare Al Pacino-colonnello Slade per prendere le difese di Charles, spiegando all’uditorio che per un’anima amputata non esiste protesi:





Preside: Signor Simms le offro un’ultima chance per dire la verità.

Colonnello Slade: Il signor Simms non la vuole. Non gli interessa l’etichetta di studente ancora degno della Berd School. Ma che significa? Qual è il vostro motto qui. Basta denunciare i propri compagni per salvarsi il culo? E chi non fa la spalla viene mandato al rogo? Beh, signori miei, quando piove la merda, c’è molta gente che scappa e pochi altri che tengono duro. E qui Charlie affronta il fuoco mentre George si nasconde dentro le mutande di papà. E voi che cosa fate? Decidete di salvare George e di distruggere Charlie.

Preside: Ha finito signor Slade?

Colonnello Slade: No, no amico mio, ho cominciato appena. In non so chi ha frequentato questa scuola. Guglielmo Howard Tell, Guglielmo Jenny Bryle, Guglielmo Tell. Chiunque sia il loro spirito è morto. E, se ce l’hanno mai avuto, è scomparso. Alla Berd state forgiando dei serpenti. Razza di viscidi conigli spioni. E se credete di portare questi cuccioli alla virilità, scordatevelo signori miei. Perché o vi dico che state uccidendo proprio quello spirito che questa istituzione pretende di infondere. Che truffa! E cos’è questa pagliacciata che avete messo su oggi. L’unico attore di classe di questa farsa è accanto a me e io affermo che l’anima di questo ragazzo è intatta. Non è negoziabile. E sapete come lo so? Qualcuno qui, e non starò a dirvi chi, lo voleva comprare. Ma il nostro Charlie non era in vendita.

Preside: Lei sta esagerando.

Colonnello Slade: Glielo faccio vedere io che cosa vuol dire esagerare. Lei non sa che cosa divento quando esagero, Signor Trust. Glielo farei vedere ma sono troppo vecchio, troppo stanco e anche troppo cieco. E se fossi l’uomo che ero cinque anni fa, oh io verrei con il lanciafiamme in quest’aula.

Preside: La smetta.

Colonnello Slade: Ma la smetta lei, piuttosto. Con chi crede di parlare? Ho girato il mondo, cosa crede? C’è stato un tempo in cui ci vedevo. E allora ho visto. Ragazzi come questi, più giovani di questi con le braccia strappate, le gambe brutalmente lacerate. Ma non c’è niente, niente di peggio che assistere alla stupida amputazione di un’anima, perché… perché per quella non c’è protesi. Voi pensate di rispedire questo splendido soldato alla sua casa dell’Oregon con la coda tra le gambe. Ma io vi dico signori che voi state condannando a morte la sua anima. E perché? Perché non è uno della vostra Berd? Un privilegiato. Ferite questo ragazzo e infangherete la Berd tutti quanti. E voi Harry, Jimmy, Trent, dovunque siate laggiù, andate a fare in culo.
[…]
Entrando qua dentro ho sentito queste parole. La culla della leadership. Beh, quando il supporto si rompe, cade a pezzi la culla. Ma è già caduta, è già caduta. Fabbricanti di uomini, creatori di leader state attenti al genere di leader che producete qua. […] Quest’uomo [riferito a Charlie] non venderà mai nessuno per comprarsi un futuro. E questa si chiama onestà. Si chiama coraggio. E, cioè, quelle cose di cui un leader dovrebbe essere fatto.





Guarda il video (non lo carico perché è pensatissimo!).
Scent of a woman è il remake americano di Profumo di donna di Dino Risi (1974).