Oggi è uscita una mia intervista sui discorsi potenti e impotenti: si parla di Berlusconi, Grillo, Luther King, De Gasperi.
http://espresso.repubblica.it/dettaglio/grillo-e-linvidia-b-e-linganno/2214984/9
Visualizzazione post con etichetta Luther King. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Luther King. Mostra tutti i post
lunedì 23 settembre 2013
giovedì 19 aprile 2012
C'è il sogno di Luther King nella collana di dvd "Le parole che hanno cambiato il mondo" del Corriere della sera
Il blog Discorsi potenti seguirà le uscite della collana del Corriere della sera "Le parole che hanno cambiato il mondo", così come lo scorso anno ha seguito la collana di libretti "La forza delle parole" dell'Espresso.
Aldo Grasso, il curatore, ha deciso di partire con il classico dei classici: "I have a dream" di Martin Luther King (Washington, agosto 1963).
Riproponiamo il commento pubblicato lo scorso anno.
Che dire di "Ho un sogno", Il discorso dei discorsi, il discorso per antonomasia?
In "Ho un sogno" c’è tutto: passione, fermezza, sfida, ritmo. Ma, soprattutto, c’è azione. Volontà di cambiare l’America subito, nel momento stesso in cui quel discorso viene pronunciato. King ci riesce: dopo I have a dream, i bianchi, i neri, la politica, la cultura, il mondo hanno fatto un passo avanti verso l’uguaglianza e la libertà.
Nel discorso al Lincoln Memorial di Washington dell'agosto 1963, il pastore non chiede agli afroamericani di pazientare, di essere ragionevoli, di aspettare tempi opportuni.
Al contrario:
«Siamo venuti in questo luogo sacro anche per ricordare all’America la fiera urgenza dell’oggi. Non è questo il momento per concedersi il lusso del raffreddare gli animi o di prendere la medicina tranquillante della gradualità.
Ora è il tempo di rendere reali le promesse della democrazia.
Ora è il tempo di sollevarsi dalla scura e desolata valle della segregazione, per percorrere il sentiero assolato della giustizia razziale.
Ora è il tempo di sollevare la nostra Nazione dalle sabbie mobili dell’ingiustizia razziale, portandola verso il terreno solido della fratellanza.
Ora è il tempo di rendere la giustizia una realtà per tutti i figli di Dio»
Nell’aprile del 1963, pochi mesi prima del discorso del Linlcoln Memorial, King era stato arrestato a Birmingham. In prigione aveva letto un articolo di giornale firmato da otto ecclesiastici bianchi locali che definivano l’attivismo di King «poco saggio e prematuro» ("Birmingham News", 13 aprile 1963).
King risponde ribadendo la necessità di agire nell’immediato e con decisione.
Un atteggiamento che convoca all’azione gli afroamericani, che accresce il suo capitale di fiducia. Un atto linguistico.
Molto di più su I have a dream nel mio libro “Discorsi potenti”.
Etichette:
Corriere Sera,
Luther King,
mondo,
parole cambiato
giovedì 28 aprile 2011
Collana “La forza delle parole” de L’Espresso: il sogno di Luther king “now”
Che dire di Ho un sogno, Il discorso dei discorsi, il discorso per antonomasia?
In Ho un sogno c’è tutto: passione, fermezza, sfida, ritmo. Ma, soprattutto, c’è azione. Volontà di cambiare l’America subito, nel momento stesso in cui quel discorso viene pronunciato. King ci riesce: dopo I have a dream, i bianchi, i neri, la politica, la cultura, il mondo hanno fatto un passo avanti verso l’uguaglianza e la libertà.
Nel discorso al Lincoln Memorial di Washington del 28 agosto 1963, il pastore non chiede agli afroamericani di pazientare, di essere ragionevoli, di aspettare tempi opportuni.
Al contrario:
«Siamo venuti in questo luogo sacro anche per ricordare all’America la fiera urgenza dell’oggi. Non è questo il momento per concedersi il lusso del raffreddare gli animi o di prendere la medicina tranquillante della gradualità.
Ora è il tempo di rendere reali le promesse della democrazia.
Ora è il tempo di sollevarsi dalla scura e desolata valle della segregazione, per percorrere il sentiero assolato della giustizia razziale.
Ora è il tempo di sollevare la nostra Nazione dalle sabbie mobili dell’ingiustizia razziale, portandola verso il terreno solido della fratellanza.
Ora è il tempo di rendere la giustizia una realtà per tutti i figli di Dio»
Nell’aprile del 1963, pochi mesi prima del discorso del Linlcoln Memorial, King era stato arrestato a Birmingham. In prigione aveva letto un articolo di giornale firmato da otto ecclesiastici bianchi locali che definivano l’attivismo di King «poco saggio e prematuro» ("Birmingham News", 13 aprile 1963).
King risponde ribadendo la necessità di agire nell’immediato e con decisione.
Un atteggiamento che convoca all’azione gli afroamericani, che accresce il suo capitale di fiducia.
Molto di più su I have a dream nel mio libro “Discorsi pontenti”.
In Ho un sogno c’è tutto: passione, fermezza, sfida, ritmo. Ma, soprattutto, c’è azione. Volontà di cambiare l’America subito, nel momento stesso in cui quel discorso viene pronunciato. King ci riesce: dopo I have a dream, i bianchi, i neri, la politica, la cultura, il mondo hanno fatto un passo avanti verso l’uguaglianza e la libertà.
Nel discorso al Lincoln Memorial di Washington del 28 agosto 1963, il pastore non chiede agli afroamericani di pazientare, di essere ragionevoli, di aspettare tempi opportuni.
Al contrario:
«Siamo venuti in questo luogo sacro anche per ricordare all’America la fiera urgenza dell’oggi. Non è questo il momento per concedersi il lusso del raffreddare gli animi o di prendere la medicina tranquillante della gradualità.
Ora è il tempo di rendere reali le promesse della democrazia.
Ora è il tempo di sollevarsi dalla scura e desolata valle della segregazione, per percorrere il sentiero assolato della giustizia razziale.
Ora è il tempo di sollevare la nostra Nazione dalle sabbie mobili dell’ingiustizia razziale, portandola verso il terreno solido della fratellanza.
Ora è il tempo di rendere la giustizia una realtà per tutti i figli di Dio»
Nell’aprile del 1963, pochi mesi prima del discorso del Linlcoln Memorial, King era stato arrestato a Birmingham. In prigione aveva letto un articolo di giornale firmato da otto ecclesiastici bianchi locali che definivano l’attivismo di King «poco saggio e prematuro» ("Birmingham News", 13 aprile 1963).
King risponde ribadendo la necessità di agire nell’immediato e con decisione.
Un atteggiamento che convoca all’azione gli afroamericani, che accresce il suo capitale di fiducia.
Molto di più su I have a dream nel mio libro “Discorsi pontenti”.
lunedì 18 ottobre 2010
Fini, la Bibbia e Luther king a Mirabello
Fini, Mirabello, 5 settembre 2010
Pieno di spunti il discorso di Fini a Mirabello. Il presidente della Camera parla a braccio, l’atmosfera è calda, il piglio è biblico:
«È arrivato il tempo di dare vita a una sintesi, a un nuovo patto tra capitale e lavoro: significa mettere i produttori di ricchezza dalla stessa parte della barricata. Una proposta che feci in occasione di quella direzione nazionale e che è caduta nel nulla, è una riforma del mondo del lavoro.»
L'incipit ricorda:
«Ora è tempo di agire, perché il Signore ha parlato e ha detto: "Per mezzo di Davide, mio servo, io salverò il mio popolo Israele dalle mani dei Filistei e da quelle di tutti i suoi nemici"» (Samuele 3:18)
Nei discorsi politici i riferimenti volontari e involontari alla Bibbia sono numerosi. Eccone un esempio autorevole nel celebre I have a dream di Luther King:
«Ora è il tempo di rendere reali le promesse della democrazia. Ora è il tempo di sollevarsi dalla scura e desolata valle della segregazione, per percorrere il sentiero assolato della giustizia razziale. Ora è il tempo di sollevare la nostra nazione dalle sabbie mobili della ingiustizia razziale, portandola verso il terreno solido della fratellanza. Ora è il tempo di rendere la giustizia una realtà per tutti i figli di Dio.»
(Ho un sogno, marcia su Washington per il lavoro e la libertà, Lincoln Memorial, 28 agosto 1963)
Pieno di spunti il discorso di Fini a Mirabello. Il presidente della Camera parla a braccio, l’atmosfera è calda, il piglio è biblico:
«È arrivato il tempo di dare vita a una sintesi, a un nuovo patto tra capitale e lavoro: significa mettere i produttori di ricchezza dalla stessa parte della barricata. Una proposta che feci in occasione di quella direzione nazionale e che è caduta nel nulla, è una riforma del mondo del lavoro.»
L'incipit ricorda:
«Ora è tempo di agire, perché il Signore ha parlato e ha detto: "Per mezzo di Davide, mio servo, io salverò il mio popolo Israele dalle mani dei Filistei e da quelle di tutti i suoi nemici"» (Samuele 3:18)
Nei discorsi politici i riferimenti volontari e involontari alla Bibbia sono numerosi. Eccone un esempio autorevole nel celebre I have a dream di Luther King:
«Ora è il tempo di rendere reali le promesse della democrazia. Ora è il tempo di sollevarsi dalla scura e desolata valle della segregazione, per percorrere il sentiero assolato della giustizia razziale. Ora è il tempo di sollevare la nostra nazione dalle sabbie mobili della ingiustizia razziale, portandola verso il terreno solido della fratellanza. Ora è il tempo di rendere la giustizia una realtà per tutti i figli di Dio.»
(Ho un sogno, marcia su Washington per il lavoro e la libertà, Lincoln Memorial, 28 agosto 1963)
Iscriviti a:
Post (Atom)
