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domenica 27 febbraio 2011

Bunga bunga e il gioco delle definizioni


Il bunga-bunga-world è felicità, convivialità, capacità di godersi la vita.

Il no-bunga-bunga-world è mestizia, autolesionismo, scelta consapevole di una vita scomoda, triste, sfigata e comunista.

Questa l’argomentazione di Silvio Berlusconi che, negli ultimi giorni, invece di evitare un tema che potrebbe metterlo in crisi, lo ripropone con un’insistenza da mantra mediatico.

Invece di nascondere il problema, Berlusconi lo espone in maniera reiterata.
Ogni volta, però, al neologismo bunga bunga viene attribuito un significato che non ha nulla a che vedere con le la concussione e lo sfruttamento della prostituzione minorile.

Riporto la definizione che ieri il premier ha pronunciato al congresso dei Cristiano-riformisti all’hotel Ergife a Roma:

«bunga bunga significa divertirsi, fare quattro salti, magari bere qualcosa ma senza nulla di immorale»

Dizionari, aggiornatevi!

venerdì 29 ottobre 2010

Il bunga bunga di Berlusconi e il materiale genetico di Clinton

1998-2010: gli anni passano ma l’eufemismo è sempre di moda. Ricompare su tutti i media con l’espressione «bunga bunga», riferita alle pratiche sessuali che, secondo le dichiarazioni della testimone diciassettene Ruby, si sarebbero tenute nella villa di Berlusconi ad Arcore.
L’eufemismo (dal greco eu = bene e phēmì = dico) è una figura molto frequente per dire senza dire, con l’obiettivo di evitare di offendere sensibilità e oltraggiare l’altrui senso del pudore.
Lo scandalo Clinton-Lewinsky del 1998 ci ha offerto una sorprendente collezione di salti mortali linguistici per definire lo sperma presidenziale, che aveva macchiato il tailleur della stagista Monica. Eccone una selezione: «fluido corporeo», «materiale genetico» o, in modo ancora più vago, alcuni parlarono di «indizi che farebbero supporre l’esistenza di un contatto sessuale».
Bunga bunga sembra derivi da una barzelletta cara al premier. La freddura recita, più o meno, così: due ministri del governo Prodi vengono catturati da una tribù africana. Il capo tribù pone un’alternativa ai due malcapitati: morire o bunga bunga. Il primo ministro sceglie per la soluzione bunga bunga e viene violentato; il secondo sceglie di morire. Ma il capo tribù dice: «prima bunga bunga, poi morire».
La barzelletta era, in origine, un componimento popolare in metrica accompagnato dalla musica.

(discorsi potenti)