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lunedì 8 aprile 2013

“Haec ornamenta mea”. Maroni gioca a fare Cornelia

La metafora come riscatto etico. Maroni a Pontida ha mostrato al popolo leghista i sacchetti con i diamanti acquistati dall’ex tesoriere Belsito, ora espulso dal partito e inquisito.

La ricerca della verginità perduta trova nel suo cammino una metafora: i bravi leghisti sono preziosi come diamanti.

Brandendoli Maroni afferma:

“Ho chiesto ai dirigenti delle varie regioni di consegnarli ai militanti più meritevoli e alle sezioni che più s’impegnano per il movimento: sono loro i nostri diamanti.”

“Questi sono i miei gioielli”. Maroni come Cornelia?

giovedì 12 aprile 2012

Lega. Dizionario della crisi. A come Asina


È la definizione che ha dato di se stessa Rosy Mauro, "badante" (vedi B) di Umberto Bossi e vice presidente del Senato.

L'auto-insulto è stato usato dalla Rosy medesima per scrollare da sé l'accusa di aver comprato la propria laurea in Svizzera, con i soldi della Lega, per la modica cifretta di 60 mila euro.

"Non ho preso nessuna laurea all'estero: io ero un'asina a scuola, non mi ha mai sfiorato l'idea di iscrivermi in un'università svizzera"

Bene. Forse, in qualità di asina, non l'avrebbe mai dovuta sfiorare l'idea di fare la vice presidente del Senato.

giovedì 22 dicembre 2011

La Lega e il Governo ladro

Ieri la Lega ha esposto in Parlamento un cartello con la scritta «Governo ladro». Peccato, si sono dimenticati di scrivere «piove».

venerdì 18 febbraio 2011

Sanremo, l’Italia e la retorica che unisce

Serata altamente retorica quella di ieri sera al Festival di Sanremo. E chi conosce questo blog sa che non uso mai il termine in senso negativo. Benigni ha interpretato e illustrato l’inno di Mameli, facendo scoprire passaggi oscuri ai più e dando un anima a una marcetta spesso considerata pomposa e antiquata (testo).

I cantanti si sono esibiti in canzoni della tradizione italiana, con momenti decisamente retorici, come quando Francesco Tricarico e Toto Cutugno hanno cantato L’Italiano con, alle spalle, un coro di nuovi italiani: ragazzi di origine straniera nati nelle diverse città del nostro Paese.

Ancora retorica quando Luca e Paolo hanno letto Gli indifferenti di Antonio Gramsci (La città futura, 1917, testo).

Momenti che hanno lasciato il segno. Perché la retorica – la buona retorica - è anche questo. È quell’istante magico in cui le parole diventano condivisione, emozione, voglia di agire, senso di appartenenza, comune sentire dell’uditorio.

Malgrado le immancabili critiche di Santoro e della Lega, ieri Sanremo ci ha fatto «stringere a coorte» anche se, non per questo, dobbiamo essere «pronti alla morte», ma a una vita insieme, meno litigiosa e più unità.