
Ernesto Che Guevara, il rivoluzionario di professione, era un manierista?
Ebbene sì.
Nel suo discorso all’incontro nazionale dei lavoratori dello zucchero, tenuto nel 1961 a Santa Clara, il Che si serve di immagini trite e stantie:
«Compagni, salutando voi, noi oggi salutiamo l’intero popolo di Cuba, perché Cuba, da quando è diventata una repubblica indipendente, vive sotto il segno dello zucchero […].
Questa assemblea di lavoratori e amministratori della produzione di zucchero ci mostra gli stesso volti, tutti scuriti dal sole, tutti induriti dal lavoro, e ci mostra le stesse mani rese callose dall’aver impugnato una qualunque delle armi di produzione.»
"volti scuriti dal sole", “mani callose”: quante volte l’abbiamo sentito!
