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lunedì 6 giugno 2011

Collana “La forza delle parole” de L’Espresso: il manierismo di Che Guevara


Ernesto Che Guevara, il rivoluzionario di professione, era un manierista?
Ebbene sì.

Nel suo discorso all’incontro nazionale dei lavoratori dello zucchero, tenuto nel 1961 a Santa Clara, il Che si serve di immagini trite e stantie:

«Compagni, salutando voi, noi oggi salutiamo l’intero popolo di Cuba, perché Cuba, da quando è diventata una repubblica indipendente, vive sotto il segno dello zucchero […].
Questa assemblea di lavoratori e amministratori della produzione di zucchero ci mostra gli stesso volti, tutti scuriti dal sole, tutti induriti dal lavoro, e ci mostra le stesse mani rese callose dall’aver impugnato una qualunque delle armi di produzione.»

"volti scuriti dal sole", “mani callose”: quante volte l’abbiamo sentito!

domenica 1 maggio 2011

Ratzinger, la beatificazione di Wojtyla e la speranza tra fede e politica



Quanto calore ha dato alle parole di Joseph Ratzinger la beatificazione di Karol Wojtyila! Oggi, un oratore generalmente severo come Benedetto XVI, ha dimostrato passione e commozione. Uno dei momenti più sentiti del discorso di questa mattina è stato il passaggio sulla speranza: tema chiave della fede ma anche della politica.

Ratzinger ha ricordato come Wojtyla abbia riconquistato la «carica di speranza, ceduta al marxismo e al mito del progresso, e l’ha restituita al cristianesimo»

Un messaggio che ci fa tornare alla memoria la celebre frase dell’omelia della messa inaugurale di pontificato di Giovanni Paolo II del 22 ottobre 1978, in cui religione e politica si intrecciano:

«Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo! Alla sua salvatrice potestà aprite i confini degli Stati, i sistemi economici come quelli politici, i vasti campi di cultura, di civiltà. Di sviluppo. Non abbiate paura! Cristo sa “cosa è dentro l’uomo”. Solo lui lo sa!»

Quanto mi piacerebbe scrivere discorsi per il papa! Faccio un appello. Non si sa mai.