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venerdì 17 aprile 2015

Nasce PerLaRe, Associazione Per La Retorica. Ne parla corriere.it

PerLaRe-associazione Per la Retorica, fondata da Andrea Granelli e Flavia Trupia, si propone di adattare la retorica allo spirito del tempo. Ne parla corriere.it nell'articolo "Da Steve Jobs a Farinetti: dieci imprenditori diventati grandi grazie alla retorica".
PerLaRe si concentra su tre aree nelle quali la retorica svolge un ruolo chiave, malgrado pochi ne sappiano individuare la presenza: la politica, il business, il web.
Lo scopo dell’associazione è rilanciare la conoscenza e l’uso consapevole della retorica, per troppi anni ingiustamente emarginata e ridicolizzata. Questa disciplina, infatti, è stata spesso associata in modo esclusivo al discorso vanamente enfatico, esageratamente gonfiato, con il fine di nascondere la mancanza di contenuti o, peggio, l’opacità degli intenti. La retorica può essere questo, ma è anche molto altro. La storia ci insegna che può essere un bieco mezzo propagandistico o uno strumento democratico per dare gambe e respiro a un’idea: ne facevano uso Joseph Goebbels, in modo spregevole e Martin Luther King, in modo sublime.
PerLaRe crede nella parola, come strumento di comprensione di noi stessi e degli altri, di condivisione delle idee, di convivenza con la complessità e di persuasione dell’altro in modo pacifico.
PerLaRe crede che la conoscenza delle tecniche della retorica possa essere un vaccino, mettere in condizione le persone di riconoscere e contrastare la demagogia e la manipolazione. Per questo motivo i discorsi dei personaggi commentati in questo sito non sono sempre condivisibili. Scegliere solo esempi positivi avrebbe dato una visione distorta della materia e della realtà.
PerLaRe crede che la retorica sia uno strumento per tutti e non debba essere relegata a un circolo di accademici. Ecco perché l’associazione vuole essere un luogo di incontro di persone che usano la retorica nella loro vita professionale e desiderano farlo con maggiore consapevolezza, correttezza ed efficacia.
Perché la retorica non è solo arte del dire, ma soprattutto arte del ragionare.

giovedì 21 aprile 2011

Dove c’è Obama c’è retorica. Il presidente Usa in diretta streaming su Facebook

Barack Obama, forse il più grande oratore contemporaneo, non perde lo smalto. Oggi ha lanciato, in diretta streaming via Facebook, la sua seconda campagna elettorale per la presidenza degli Stati Uniti.

Mark Zuckerberg, il fondatore del social network, ha moderato l’incontro e il presidente ha risposto alle domande del pubblico riunito nella sede Facebook di Palo Alto e a quelle giunte via Web.

Il discorso del retore-Obama è iniziato con una bella captatio benevolentiae, che ha strappato la risata dei presenti e ha fatto il giro del mondo sui media.

Eccola:
«La prima volta che abbiamo pranzato insieme [con Mark Zuckerberg] avevamo la giacca e lui ha iniziato a sudare, è davvero scomoda per lui. Ora lo voglio aiutare. Mark, leviamoci la giacca»

La captatio benevolentiae – ricerca della benevolenza – è un topos retorico attraverso il quale l’oratore cerca di conquistare la simpatia del pubblico.

Visto il successo della prima captatio, Obama non se ne è fatta mancare una seconda. Parlando della sua intenzione di far decadere gli sgravi fiscali per i ricchi, Obama – sempre rivolto al miliardario Zuckerberg – ha detto:

«Sia io che te dobbiamo prepararci a pagare più tasse. Lo so che per te non è un problema»

Ancora retorica – buona, magistrale retorica – con l’Erlebnis: la narrazione di una propria esperienza emotiva. L’Erlebnis utilizzata da Obama consiste nel racconto della sua esperienza personale di ragazzo povero, figlio di una mamma single. Un vero classico nel corpus dei discorsi di Obama.

Per sostenere la validità dei propri programmi di welfare, il presidente Usa ha ricordato che senza le borse di studio statali, i programmi per la salute e gli aiuti finanziari pubblici non sarebbe mai diventato il presidente del Paese più potente del mondo.