giovedì 16 luglio 2015
Accordo sul nucleare. L’argomentazione di Obama-negoziatore
giovedì 24 gennaio 2013
A e B. L'argomento bomba di Lincoln contro la schiavitù
"Lincoln" il film di Spielberg dedicato al sedicesimo Presidente degli Stati Uniti, porta la nostra attenzione sull'uomo che nel 1865 ha posto fine alla schiavitù, grazie al tredicesimo emendamento della Costituzione americana. Il film pone l'accento sulla raffinatezza politica del Presidente e sulla sua abilità persuasiva. La dimostrazione logico-matematica contro la schiavitù ne rappresenta un esempio magistrale. Se vuoi sapere qual è leggimi su Huffington:
http://www.huffingtonpost.it/flavia-trupia/a-e-b-largomento-bomba-di_b_2533727.html
lunedì 13 febbraio 2012
Giovanardi la fa fuori dal vasino
È la singolare lezione di anatomia del senatore Pdl Carlo Giovanardi, nel corso della trasmissione "Non ci sono più le mezze stagioni" di Radio 24.
Un’argomentazione debole - debolissima – contro l’omosessualità, perché ci sono organi che sono fatti per ricevere e per espellere. È così che nascono i bambini: prima si riceve e, dopo nove mesi, si espelle.
Poi la conduttrice chiede: «Ma a lei, onorevole, che effetto farebbero due ragazze che si baciano alla stazione?»
Giovanardi risponde: «A lei che effetto fa se uno fa pipì? Se lo fa in bagno va bene, ma se uno fa la pipì per strada davanti a lei, può darle fastidio»
Similitudine triviale. Si può paragonare un bacio alla pipì? I sommi poeti si rivoltano nella tomba.
lunedì 28 novembre 2011
Angelino Alfano e il pluridecorato topos del buon padre di famiglia
È stato abile a smarcarsi da Berlusconi, evitando di cadere nella trappola dell’Italia che finisce nelle mani dei comunisti: il percorso asfittico nel quale voleva trascinarlo Fabio Fazio.
Pensavamo fosse un’argomentazione defunta, stecchita, ma non lo è affatto. Proprio ieri Berlusconi, nella sua prima uscita pubblica dopo le dimissioni, ha promesso di raddoppiare il suo impegno per scongiurare il comunismo e lo «Stato di polizia tributaria» voluto da chi vorrebbe tracciare i pagamenti con importi superiori ai trecento euro.
Ma torniamo ad Alfano. Alla domanda di Fazio sulla negazione della crisi da parte del Governo Berlusconi, l’ex ministro ha tirato fuori un altro ever green: il topos del buon padre di famiglia. In sintesi, l’adagio è questo: il buon padre di famiglia ha il dovere di dare coraggio ai suoi figli e di comunicare fiducia nel futuro, anche se la situazione è obiettivamente difficile.
Non ci sono dubbi sul fatto che l’ottimismo sia uno strumento fondamentale, senza il quale non è possibile portare avanti alcun progetto (se non si è ottimisti non si va nemmeno a comprare il latte sotto casa!). Tuttavia bisogna evitare due rischi: il paternalismo deleterio della negazione totale della realtà e il manierismo urticante di chi sorride in un campo di macerie.
lunedì 14 novembre 2011
Berlusconi lascia 2. Con il video messaggio si fa il funerale
L’ex premier guarda al passato e rievoca i suoi momenti migliori. Il culmine del discorso funereo è l’auto citazione «L’Italia è il Paese che io amo», tratta dal discorso della discesa in campo del 1994.
L’episodio ci lascia una lezione di comunicazione. Mai uscire di scena con un amarcord.
giovedì 1 settembre 2011
Gheddafi e le donne che si arrendono
«Non ci arrendiamo. Non siamo donne, continueremo a combattere. Mettete la Libia a ferro e fuoco»
Parlando in termini machisti, forse gli unici che Gheddafi capisce, sarebbe bello se il rais dimostrasse di essere "uomo", uscendo dal bunker in cui è asserragliato e prendendosi le responsabilità di quello che ha fatto al suo paese.
martedì 19 luglio 2011
Dipendenti comunali = Fantozzi? È l’ultima mazzata del rottamatore Matteo Renzi
Il sindaco di Firenze paragona i propri dipendenti a una maschera della commedia dell’arte contemporanea come lo sono stati un tempo Arlecchino, Colombina e Truffaldino.
Con la sua ben nota capacità di sintesi, in un’intervista su SpotWeek, Renzi appiccica l’etichetta Fantozzi agli impiegati comunali.
«Mi ritrovo con dipendenti che timbrano alle 14 e già un quarto d’ora prima sono in coda col cappotto nel cortile, pronti per uscire.»
Il paragone è offensivo e violento, ma è reso più digeribile dall’argomentazione che lo accompagna:
«Io nono denigro i dipendenti. Dico solo che in un momento in cui aumentano i cassintegrati e la disoccupazione e un’intera generazione vive la precarietà come condizione esistenziale, la responsabilità di chi ha un contratto a tempo indeterminato nel settore pubblico deve raddoppiare.»
Con un poco di zucchero la pillola va giù?
sabato 18 giugno 2011
Brunetta e la vecchia storia dei lavori che gli italiani non vogliono più fare

L'attentatrice era Maurizia Russo Spena, una precaria della pubblica amministrazione.
Saputo che la richiesta di intervento proveniva dalla Rete de precari, il ministro ha lasciato la sala dicendo:
"io con voi non ci parlo. Siete l'Italia peggiore"
La reazione ha scatenato critiche e indignazione e tutti ci siamo chiesti: non è che ora, per giustificarsi, il ministro tira fuori quel vecchio adagio degli italiani che non hanno voglia di lavorare e dovrebbero andare alle cinque del mattino a scaricare le cassette al mercato?
Ebbene sì. Lo ha fatto. Banalità a parte, forse il ministro non sa che anche gli scaricatori di cassette sono precari.
Voto per l'argomentazione del mercato alle cinque del mattino: 2.
domenica 26 dicembre 2010
Galli della Loggia sullo stile-nichi: argomentazione o populismo?
Ernesto Galli della Loggia, in un suo editoriale su “Il Corriere della Sera” del 21 dicembre, definisce «populista» lo stile-nichi: «lo studiato populismo del governatore pugliese».
I supporter della retorica – categoria nella quale appartengo – definirebbero il modo di esprimersi di Vendola «argomentativo», piuttosto che «populista».
Qual è la differenza?
L’argomentazione è una tecnica della comunicazione che consiste nel presentare una serie di ragionamenti per convincere i destinatari della validità di una tesi e sollecitare l’adesione a una causa, attingendo – (è questa la magia) al vissuto dei propri destinatari.
Il populismo, invece, è una generica e demagogica esaltazione dei valori e delle qualità delle classi popolari alla rinfusa, quali che siano.
Quando Vendola, nel suo articolo su “Il Manifesto” del 23 dicembre, parla dei senatori che devono approvare la riforma dell’Università usa un’argomentazione che si avvale di una metafora: «[i senatori] vogliono calare il prima possibile l’ultima saracinesca su quei ragazzi, per potersi gustare il cenone avendoli chiusi in una cantina buia e senza nemmeno una finestrella aperta sul futuro».
È argomentazione o populismo? Fatemi avere il vostro parere.
Torniamo indietro in un recente passato e ricordiamo una frase pronunciata da Barack Obama nel discorso dall’Università del Cairo (giugno 2009). Il presidente americano usa un’espressione metaforica per comunicare il suo dissenso contro il conflitto tra israeliani e palestinesi: «la violenza è una strada senza vie di uscita. Lanciare razzi sui bambini addormentati o far saltare in aria anziane donne a bordo di un autobus non è segno di coraggio né di forza».
E in questo caso? È argomentazione o populismo? Aspetto i vostri commenti.
Voto 8 a Vendola per la metafora.
Articoli: Ernesto Galli della Loggia, L’orecchino populista di Vendola, “Il Corriere della Sera”, 21 dicembre 2010; Nichi Vendola, Gli abracadabra del Palazzo, “Il Manifesto”, 23 dicembre 2010.
