Visualizzazione post con etichetta Brunetta. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Brunetta. Mostra tutti i post

mercoledì 7 settembre 2011

Brunetta, Sacconi, Cgil è il manieristico giochino dello sparanumeri



Le stime sull’affluenza sono il classico giochino dei post-manifestazione. E anche questa volta, dopo lo sciopero di ieri, non sono mancati gli sparanumeri.

Il sindacato ha dichiarato un’adesione del 58 per cento dei lavoratori; il ministro Sacconi ha parlato di «adesione bassa»; Brunetta di uno sciopero limitato al 3-4%.

Nessuno ormai crede più che le cifre tirate fuori in queste occasioni dai vari protagonisti della scena politica abbiano molto a che fare con la verità. Gli stessi sparacifre non sembrano poi tanto convinti. Eppure tutti continuano imperterriti a sparare, cercando strenuamente di avere l’ultima parola come vecchi coniugi che litigano da più di cinquant’anni.

La verità è che la disputa sui numeri dei cortei è diventata ormai una forma di manierismo, un’elaborazione formale fine a se stessa che rende il dettaglio l’oggetto principale del discorso e rischia di far spostare l’attenzione dalla domanda cruciale: perché i cittadini sono spaventati dal futuro?

sabato 18 giugno 2011

Brunetta e la vecchia storia dei lavori che gli italiani non vogliono più fare



Martedì scorso, al convegno di Roma "Giovani innovatori", il ministro Brunetta ha subito un grave attentato alla sua persona: una domanda dal pubblico.

L'attentatrice era Maurizia Russo Spena, una precaria della pubblica amministrazione.
Saputo che la richiesta di intervento proveniva dalla Rete de precari, il ministro ha lasciato la sala dicendo:


"io con voi non ci parlo. Siete l'Italia peggiore"


La reazione ha scatenato critiche e indignazione e tutti ci siamo chiesti: non è che ora, per giustificarsi, il ministro tira fuori quel vecchio adagio degli italiani che non hanno voglia di lavorare e dovrebbero andare alle cinque del mattino a scaricare le cassette al mercato?


Ebbene sì. Lo ha fatto. Banalità a parte, forse il ministro non sa che anche gli scaricatori di cassette sono precari.


Voto per l'argomentazione del mercato alle cinque del mattino: 2.