giovedì 21 febbraio 2013
Giaguari, nipotini, bufale. Il rhetoric checking della campagna elettorale
Lente di ingrandimento su Berlusconi, Monti, Giannino, Grillo, Bersani, Ingroia. Leggi tutto su Huffington post:
http://www.huffingtonpost.it/flavia-trupia/tra-giaguari-nipotini-e-bufale-il-rhetoric-checking-della-campagna-elettorale_b_2718376.html#
domenica 30 dicembre 2012
Le dieci gaffe dei politici 2012
And the winner is...
Se lo vuoi scoprire, vai su Huffingtonpost.
venerdì 30 novembre 2012
Il De oratore nelle versioni di Bersani e Renzi
http://www.huffingtonpost.it/flavia-trupia/il-de-oratore-nelle-versi_b_2211833.html
mercoledì 14 novembre 2012
Scontro di eloquenza per le primarie di coalizione
Se volete sapere tutto sul confronto oratorio delle primarie di coalizione andate qui:
http://www.huffingtonpost.it/../../flavia-trupia/primarie-di-coalizione-el_b_2128638.html
lunedì 15 ottobre 2012
Bersani a Bettola parla la lingua del perfetto Brav’Uomo: “senza radici foglie non se ne fa”
martedì 19 giugno 2012
Fioroni usa tecniche linguistiche di distruzione contro i diritti dei gay
martedì 2 agosto 2011
Bersani l’ammazza topos commenta la crisi economica

Intervistato su La Repubblica di oggi, Bersani critica l’operato del governo sui temi economici e chiede di andare subito al voto.
Il segretario del Pd denuncia lo spregiudicato utilizzo dello strumento retorico del topos. Queste le sue parole:
«La situazione di eccezionale gravità è stata velata con il populismo dei cieli azzurri e delle ronde»
Le nuvolette sul cielo terso rappresentate nella grafica del Pdl e l’organizzazione dei drappelli leghisti sono due topoi belli e buoni, due elementi narrativi al pari dell’amor cortese, dell’elisir di eterna giovinezza, della mancanza di parole davanti alla donna amata, del viaggio negli inferi. Quanti ricordi scolastici!
Con la sua dichiarazione Bersani vuole smascherare una politica che ritiene fatta più di affabulazione che di iniziative per la crescita economica.
Tutto è retorica, però: sia il suo utilizzo che la sua esplicita contestazione.
martedì 1 febbraio 2011
Berlusconi e Bersani: botta e risposta, sul cavallo

Botta: la frustata al cavallo
Berlusconi affronta con decisione il tema spinoso del debito pubblico del Paese per il quale propone la cura della «frustata al cavallo», una metafora.
«occorre un’economia decisamente più libera, questa è la frustata di cui parlo, in un Paese più stabile, meno rissoso, fiducioso e perfino innamorato di sé e del suo futuro»
L’economia più libera si traduce nella riforma dell’articolo 41 della Costituzione, nell’allocazione sul mercato del patrimonio pubblico, nelle defiscalizzazioni per le imprese e per i giovani.
Metafora della frustata a parte, com’è lo stile?
Nell’insieme, la lettera è volutamente complessa. Non è stato fatto un tentativo di tradurre i tecnicismi.
Termini e modi di dire della quotidianità sono affiancati a parole desuete o ricercate.
I primi: «mostruoso», «formichine», «staremmo veramente messi male», «tanto al chilo».
I secondi: «gravame», «intrapresa privata», «asfittica», «malmostosi» (è un aggettivo lombardo, scorbutico, ingrugnato*).
Alcuni periodi sono decisamente lunghi e complicati per la presenza di diversi livelli di significato:
«Ma se riusciamo a portare la crescita oltre il tre-quattro per cento in cinque anni, e i mercati capiscono che quella è la strada imboccata dall’Italia, Paese ancora assai forte, Paese esportatore, Paese che ha una grande riserva di energia, di capitali, di intelligenza e di lavoro a partire dal suo Mezzogiorno e non solo nel suo Nord europeo e altamente competitivo, l’aggressione vincente al debito.»
Ancora:
«E per questo, dal momento che il segretario del Pd è stato in passato sensibile al tema delle liberalizzazioni e, nonostante qualche sua inappropriata associazione al coro strillato dei moralisti un tanto al chilo, ha la cultura pragmatica di un emiliano, propongo a Bersani di agire insieme in Parlamento, in forme da concordare, per discutere senza pregiudizi ed esclusivismi un grande piano bipartisan per la crescita dell’economia italiana; un piano del governo il cui fulcro è la riforma costituzionale dell’articolo 41, annunciata da mesi dal ministro Tremonti, e misure drastiche di allocazione sul mercato del patrimonio pubblico e di vasta defiscalizzazione a vantaggio delle imprese e dei giovani.»
Se l’uomo della «discesa in campo» e dell’«amore che vince sempre sull’invidia e sull’odio» parla complicato ci sarà un motivo: vuole, forse, alzare il livello del dibattito politico, svilito dall’affaire Ruby rubacuori e dai relativi «culi flaccidi». Necessità condivisibile e tentativo apprezzabile.
Risposta: la condizione di infelicità
Bersani risponde all’offerta di Berlusconi di realizzare un piano bipartisan per l’economia italiana rifiutandone l’autorevolezza:
«Per rivolgersi credibilmente all'opposizione Berlusconi dovrebbe potersi rivolgere credibilmente al Paese e alla comunità internazionale. Così non è.»
Si tratta di una negazione della felicità del dire, che rifiuta la possibilità stessa di parlare, di avere voce in capitolo.
*Devoto, Oli, Nuovissimo vocabolario illustrato della lingua italiana, Selezione dal Reader’s Digest.
venerdì 17 dicembre 2010
Di Pietro vuole sposare Bersani e Vendola: avranno fatto il corso pre-matrimoniale?

Lo ha fatto con una metafora: «sposiamoci entro Natale».
Apprezzo il linguaggio figurato del leader dell’Idv. Ha un’accezione rurale e conferisce al personaggio una cifra stilistica molto caratterizzante.
Amo le metafore. Però, attenzione: sono strumenti linguistici affascinanti ma impegnativi. Allargano il campo semantico creando aspettative. Se di Pietro dice «sposiamoci» ci aspettiamo che, tra i futuri congiunti, ci sia almeno un briciolo di passione e ci chiediamo se gli sposi intendono fare la rituale preparazione pre-matrimoniale. E ci chiediamo ancora: Il loro è vero amore o è una più prosaica unione di convenienza?
Non per essere romantici a tutti i costi, ma i matrimoni d’interesse spesso non durano. Ricordiamoci come è finita, solo qualche giorno fa, con il cornificatore Scilipoti.
Allo «sposiamoci entro Natale» di Di Pietro do voto 7 con riserva. La riserva è dovuta al dubbio sul fatto che sia vero amore. Noi ragazze – anche se attempate - non prescindiamo.
