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domenica 20 gennaio 2013

Berlusconi, Monti e l'argomentazione dell'Agnus Dei

La politica come sacrificio, come atto estremo di altruismo nei confronti dei cittadini, come martirio.

È un'argomentazione che abbiamo ascoltato più volte in questi giorni intensi di campagna elettorale. Immolato ai lavori forzati è Silvio Berlusconi che, nella sua tournée televisiva, non perde occasione per sottolineare come avrebbe potuto vivere un'esistenza florida e piena di soddisfazioni se non si fosse sentito "costretto" a scendere in campo per la sesta volta.

Ma l''argomentazione dell'Agnello di Dio non è una prerogativa dell'abilità comunicativa berlusconiana. Anche nell'austero e controllato Monti style si ritrova il segno indelebile dell'immolazione personale, per salvare i cittadini dal baratro della crisi e dalla fine della Grecia.

Se vuoi saperne di più, leggi:
http://www.huffingtonpost.it/flavia-trupia/berlusconi-monti-e-largom_b_2493719.html

domenica 22 gennaio 2012

Monti a Otto e mezzo risponde: “sì”, “prestissimo”, “no”. Evviva il laconismo!

Venerdì 20 gennaio Monti, ospite a Otto e mezzo, ha affermato per l’ennesima volta uno stile definito “sobrio”.
In cosa consiste la sobrietà del Monti style?

Uno degli ingredienti è la rinuncia alla verbosità, all’ansia di riempire il vuoto.

Alla domanda di Lilli Gruber (vado a memoria) “pensate di nominare il nuovo direttore generale del Tesoro?” [per sostituire Vittorio Grilli, nominato viceministro dell’economia e delle finanze del Governo Monti n.d.r.].

La riposta è “sì”. Segue una pausa.

Alla domanda della Gruber “quando, presto?”.
La risposta è “prestissimo”.

“Ci può dare qualche anticipazione sul nome?”
“No”. Pausa.

Mario Monti è spesso laconico. Poche parole, tanta autorevolezza.

E, ora, una curiosità. La parola proviene dal greco lakonismos che significa “modo proprio degli spartani”. La Laconia è un’area del Peloponneso nella quale si trova Sparta. Anticamente si riteneva che gli Spartani avessero un modo di parlare caratterizzato da brevità. La parola, infatti, doveva servire per il comando o per la trasmissione di informazioni, non per la conversazione considerata una perdita di tempo e un’attività di scarso rilievo.