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mercoledì 14 gennaio 2015

La semplificazione: facile ma fallace


Negli ultimi giorni abbiamo assistito a una serie di semplificazioni, basate sulla tecnica sofistica della fallacia.
Gli atti di violenza e odio dei fratelli Kouachi e di Coulibaly hanno riaperto l’annoso dibattito sullo scontro di civiltà, troppo spesso basato su banalizzazioni dialetticamente efficaci ma intellettualmente rozze. Dopo i fatti di Parigi, tutti i musulmani sono potenzialmente pericolosi (potremmo dire come tutti gli italiani sono potenzialmente mafiosi). Sono argomentazioni triviali, stereotipate; eppure sembrano avere ancora il loro fascino.
Il sottinteso meccanismo fallace, quindi falsamente logico è questo:
Coulibaly è un terrorista
Coulibaly è musulmano
Quindi i musulmani sono terroristi
Dimostrando una certa ironia, il filosofo tedesco Leo Strauss ha coniato l’espressione in latino maccheronico “reductio ad Hitlerum (o reductio ad nazium). Quando il partecipante a un dibattito si trova in difficoltà, gioca la carta del nazismo, paragonando il proprio avversario a Hitler e screditando ogni suo ragionamento.
Potremmo coniare le espressioni “reductio ad Coulibalerum”. Ma anche “reductio ad mafiarum” considerando che, ieri, il discorso del premier Renzi in occasione della chiusura della presidenza italiana del semestre UE, è stato interrotto dall’insulto “mafia” da parte dei membri britannici di Ukip. Lo stesso insulto sembra sia arrivato anche dalle file dei Cinque Stelle.

martedì 28 maggio 2013

Grillo e il topos del "sono tutti uguali"

Dopo il flop elettorale del Movimento 5 Stelle, Grillo critica coloro che votano Pd e Pdl e i partiti che «li rassicurano ma in realtà hanno distrutto il Paese, si sta condannando a una via senza ritorno».
È il topos  del "sono tutti uguali".
Funzionerà ancora?

giovedì 25 aprile 2013

#Streaming: con la metafora del freezer. #Letta esce a testa alta


Enrico Letta esce a testa alta dal temibile incontro in streaming con i rappresentanti del Movimento 5 Stelle.

Inizia con una excusatio propter infirmitatem, ammettendo la propria consapevolezza di affrontare una sfida complessa:
“Mi trovo di fronte a un compito nuovo e irto di difficoltà.”

Tuttavia, chiarisce immediatamente che non lascerà spazio all’inesperienza dei parvenue delle istituzioni con una metafora che, allo stesso tempo, è un’allusione alla predilezione dei 5 Stelle nei confronti della verginità politica:
“I ministri non devono fare scuola guida.”

Il grillino Nuti ribatte utilizzando la stessa metafora:
“In Italia ci sono molti che hanno la patente ma che non sanno guidare bene.”

Ma un Letta in piena forma non cade nel tranello:
“Cercherò di mettere persone competenti.”
“Non ho detto con 40 anni di esperienza.”

Poi, mette alle strette Crimi e Lombardi con una serie di metafore: il “congelamento” che, in altri passaggi, diventa “freezer” e “saracinesca”:

“Se le nostre istituzioni sono al degrado è perché non sono in grado di decidere. È un danno per i cittadini.”
“Scongelate le vostre posizioni dai no.”
“Vorremmo trovare un modo di parlarvi, non di discutere come in un grande freezer.”
“C’è questa saracinesca abbassata.”

È un modo per distribuire le responsabilità e un monito, per evitare di consegnare “ai cittadini un nulla di fatto”.

Roberta Lombardi tenta il colpo, consegnando all’incaricato premier la proposta di legge del Movimento sui rimborsi elettorali. Letta ringrazia, la prende e non commenta.

In chiusura, Enrico Letta vuole dare una stoccata a Grillo che nel suo blog oggi ha pubblicato un requiem della Repubblica italiana, espresso con un’anafora:
“Il 25 aprile è morto.
Nella nomina a presidente del Consiglio di un membro del Bilderberg
il 25 aprile è morto, nella grassa risata del piduista Berlusconi in Parlamento
il 25 aprile è morto, nella distruzione dei nastri delle conversazioni tra Mancino e Napolitano
il 25 aprile è morto”

Letta è caustico:
“Dite a Beppe Grillo che Dio è morto ma che dopo tre giorni è risorto.”

Un riferimento al Pd?

sabato 6 aprile 2013

La Lombardi e la potenza del non dire


Il dire è potente, ma il non dire può esserlo ancora di più. Roberta Lombardi capo gruppo alla Camera del Movimento Cinque Stelle - dopo il bucolico raduno di ieri nell’agriturismo con Beppe Grillo - non ha detto. Ma, allo stesso tempo, ha detto e come.

“Non ci sono espulsioni, nessuno verrà cacciato […]. Chi deciderà di votare con il Pd farà una scelta personale tradendo gli impegni verso gli elettori. Sarà quindi lui a decidere di uscire dal movimento.”

Traduzione: Attenti a voi. Seguite la grillo-strada.