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lunedì 28 novembre 2011

Angelino Alfano e il pluridecorato topos del buon padre di famiglia

Ieri sera l’ex ministro Angelino Alfano è stato intervistato da Fazio a CheTempocheFa, dove ha dato un’impressione generale di pacatezza e ragionevolezza.

È stato abile a smarcarsi da Berlusconi, evitando di cadere nella trappola dell’Italia che finisce nelle mani dei comunisti: il percorso asfittico nel quale voleva trascinarlo Fabio Fazio.

Pensavamo fosse un’argomentazione defunta, stecchita, ma non lo è affatto. Proprio ieri Berlusconi, nella sua prima uscita pubblica dopo le dimissioni, ha promesso di raddoppiare il suo impegno per scongiurare il comunismo e lo «Stato di polizia tributaria» voluto da chi vorrebbe tracciare i pagamenti con importi superiori ai trecento euro.

Ma torniamo ad Alfano. Alla domanda di Fazio sulla negazione della crisi da parte del Governo Berlusconi, l’ex ministro ha tirato fuori un altro ever green: il topos del buon padre di famiglia. In sintesi, l’adagio è questo: il buon padre di famiglia ha il dovere di dare coraggio ai suoi figli e di comunicare fiducia nel futuro, anche se la situazione è obiettivamente difficile.

Non ci sono dubbi sul fatto che l’ottimismo sia uno strumento fondamentale, senza il quale non è possibile portare avanti alcun progetto (se non si è ottimisti non si va nemmeno a comprare il latte sotto casa!). Tuttavia bisogna evitare due rischi: il paternalismo deleterio della negazione totale della realtà e il manierismo urticante di chi sorride in un campo di macerie.

venerdì 1 luglio 2011

Alfano, il partito dell’onestà e la spremuta di olive

Cosa c’entra la spremuta di olive con il Pdl? C’entra.

Oggi Angelino Alfano, acclamato segretario del Pdl, ha dichiarato di fronte a una folla entusiasta:

«Dobbiamo lavorare per il partito degli onesti. Presidente, lei - dice rivolgendosi a Berlusconi - è stato un perseguitato dalla giustizia perché nel '94, aveva 58 anni, e non è possibile che fino ad allora non era successo niente e, poi, quando è entrato in politica le è successo di tutto con riferimento al passato. Lei è un perseguitato, ma ho l'onestà di dire che non tutti lo sono».

Sembra che il Pdl sia intenzionato a ricostruire la propria credibilità, i pubblicitari direbbero il proprio “posizionamento”: la percezione di un prodotto da parte di noi consumatori. Nel marketing, naturalmente, la percezione ci viene “suggerita” dal produttore.

L’olio extravergine Monini afferma il suo posizionamento di genuinità, associando al marchio lo slogan “Una spremuta di olive”.

Il nuovo Pdl, all’alba dell’era Alfano, si riposiziona come ”il partito degli onesti”. Per farlo in modo credibile, è costretto ad ammettere qualche colpa dei suoi affiliati, eccezione fatta per il capo. Ma, per ricostruire il candore perduto, ne vale la pena.

Popolo della libertà o, meglio, popolo della extraverginità?