Liberarsi per sempre dal mutuo; assicurarsi il futuro che, oggi, appare incerto, se non incertissimo; permettere ai figli di studiare all’estero. Sono tanti, tantissimi i motivi per accettare una tangente e non sono necessariamente legati all’ingordigia o al desiderio di una vita extra-lux.
Ma sono tanti, tantissimi i motivi per non accettare una tangente: il mutuo? fa parte del gioco, lo pagano milioni di persone; il futuro? bisogna avere fiducia, per affrontare la vita con energia e forza, tutti i giorni; i figli all’estero? è più importante che imparino a camminare con le proprie gambe e che abbiamo genitori con la coscienza pulita e, possibilmente, incensurati.
Fausto Simoni, responsabile Sistemi Cns e Meteo Enav, è stato nominato uomo dell’anno dal Tg de La7, per aver rifiutato una tangente offerta dall’imprenditore Tommaso Di Lernia.
Passerà alla storia per aver vinto all’insidioso “gioco dei tra”: tra essere più ricco e disonesto e meno ricco e onesto ha scelto la seconda alternativa.
Credo sia fiero di quello che ha fatto (ne ha tutte le ragioni) ma – da vero vincitore del “gioco dei tra” – non lo dà a vedere:
«Primo, non mi sento affatto un eroe. Secondo, non sono l’unico a svolgere la mia professione con serietà e spirito etico.»
Baldesar Castiglione diceva “usare in ogni cosa una certa sprezzatura, che nasconda l’arte e dimostri ciò, che si fa e dice, venir fatto senza fatica e quasi senza pensarvi. Da questo credo io che derivi assai la grazia» (Castiglione, 1965, orig. 1528).
Simoni ha dimostrato a noi italiani - e soprattutto alla sua figlia 21enne - non solo di essere una persona per bene, ma di avere il dono della grazia. Non c’è mutuo che tenga.
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martedì 27 dicembre 2011
venerdì 4 novembre 2011
La valigetta nera e l’archeolingua delle tangenti

“Le parole sono pietre” scriveva Carlo Levi, ma anche i gesti non scherzano. Ieri sera un simpatico signore, ex amministratore pubblico, mi ha ricordato i lontani anni Ottanta, epoca in cui il sistema delle tangenti era robusto e diffuso.
Il galateo della mazzetta funzionava così: il corruttore si presentava all’appuntamento con una valigetta nera (nera, marrone sembra non andasse bene) e, senza sedersi, appoggiava la valigetta sul tavolo.
Questo era il momento cruciale.
Se l’amministratore pubblico era corruttibile diceva “si accomodi”, se non lo era pronunciava una frase magica e raggelante: “No, grazie. Se vuole ci vediamo domani senza questa”, indicando la valigetta nera.
Ritorniamo al punto di partenza: le parole sono pietre.
Il galateo della mazzetta funzionava così: il corruttore si presentava all’appuntamento con una valigetta nera (nera, marrone sembra non andasse bene) e, senza sedersi, appoggiava la valigetta sul tavolo.
Questo era il momento cruciale.
Se l’amministratore pubblico era corruttibile diceva “si accomodi”, se non lo era pronunciava una frase magica e raggelante: “No, grazie. Se vuole ci vediamo domani senza questa”, indicando la valigetta nera.
Ritorniamo al punto di partenza: le parole sono pietre.
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