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mercoledì 18 novembre 2015

La fallacia della generalizzazione indebita



La prima pagina di Libero del 14 novembre riporta una ‪‎fallacia‬. Le fallacie sono sottili, perché sono apparentemente logiche e credibili ma, di fatto, false e ingannevoli. Il ragionamento di Libero è il seguente:
Quelli dell’Isis sono bastardi. VERO.
Quelli dell’Isis sono musulmani. VERO.
Tutti i musulmani sono bastardi. FALSO.
Sarebbe come dire:
I mafiosi sono bastardi. VERO.
i mafiosi sono cristiani. TENDENZIALMENTE VERO.
I cristiani sono bastarsi. FALSO.
Attenti alle fallacie perché, come scrive Franca D’agostini, sono verità avvelenate.

lunedì 26 ottobre 2015

Salvini, re della fallacia


Tra ammettere che un pensionato possa ammazzare e "preferire" che venga ammazzato ci sarà qualcosa in mezzo? Ci saranno altre opzioni, altre possibili opinioni? Non per Matteo Salvini. Il suo stile è sofistico perché propone esclusioni solo apparentemente logiche. Il suo linguaggio politico è costellato di estremi che si escludono forzatamente gli uni con gli altri.
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venerdì 13 febbraio 2015

La REDUCTIO AD MUSSOLINORUM di Manlio Di Stefano del M5S

Un esempio di REDUCTIO AD HITLERUM, la fallacia della quale abbiamo già parlato in questo blog (fallacia di Leo Strauss, volutamente in latino maccheronico). Si tratta della demolizione dell’argomento dell’avversario attraverso la sua associazione a qualcuno che rappresenta un valore negativo, come Hitler. Manlio Di Stefano del M5S, autore dell'immagine qui sotto, ha usato una REDUCTIO AD MUSSOLINORUM per contestare la mancanza di apertura al confronto del PD. Prima di essere insultata, chiarisco che questa pagina si occupa di mettere in evidenza le strategie dell’argomentazione, ritenendole un legittimo strumento della democrazia. 



mercoledì 14 gennaio 2015

La semplificazione: facile ma fallace


Negli ultimi giorni abbiamo assistito a una serie di semplificazioni, basate sulla tecnica sofistica della fallacia.
Gli atti di violenza e odio dei fratelli Kouachi e di Coulibaly hanno riaperto l’annoso dibattito sullo scontro di civiltà, troppo spesso basato su banalizzazioni dialetticamente efficaci ma intellettualmente rozze. Dopo i fatti di Parigi, tutti i musulmani sono potenzialmente pericolosi (potremmo dire come tutti gli italiani sono potenzialmente mafiosi). Sono argomentazioni triviali, stereotipate; eppure sembrano avere ancora il loro fascino.
Il sottinteso meccanismo fallace, quindi falsamente logico è questo:
Coulibaly è un terrorista
Coulibaly è musulmano
Quindi i musulmani sono terroristi
Dimostrando una certa ironia, il filosofo tedesco Leo Strauss ha coniato l’espressione in latino maccheronico “reductio ad Hitlerum (o reductio ad nazium). Quando il partecipante a un dibattito si trova in difficoltà, gioca la carta del nazismo, paragonando il proprio avversario a Hitler e screditando ogni suo ragionamento.
Potremmo coniare le espressioni “reductio ad Coulibalerum”. Ma anche “reductio ad mafiarum” considerando che, ieri, il discorso del premier Renzi in occasione della chiusura della presidenza italiana del semestre UE, è stato interrotto dall’insulto “mafia” da parte dei membri britannici di Ukip. Lo stesso insulto sembra sia arrivato anche dalle file dei Cinque Stelle.

mercoledì 2 luglio 2014

Grillo e la fallacia dei soldi europei alla mafia


I discorsi pubblici sono ricchi di fallacie, errori nel ragionamento che vengono messi in campo per produrre un effetto persuasivo.
Non dobbiamo gridare allo scandalo perché è assolutamente normale. Non solo in politica, ma anche sul lavoro e in famiglia. Tutti noi siamo produttori consapevoli o inconsapevoli di fallacie. Quante volte abbiamo sentito dire (o abbiamo detto) a un figlio: “Zitto tu, che non ti sei rifatto neanche il letto questa mattina!”. Naturalmente la mancata attenzione all’ordine non è di per sé una prova che il diretto interessato non abbia qualcosa di importante da dire.
Beppe Grillo è il re della fallacia. Ieri a Bruxelles non ha voluto farsi rubare la scena dall’euroscettico Nigel Farage che aveva platealmente voltato le spalle ai musicisti che eseguivano l’Inno alla gioia di Beethoven, in occasione dell’inaugurazione dell’ottava legislatura del Parlamento Europeo.
“L’inno alla gioia è stato usato da Hitler e dai più grandi killer della storia.
I logici che studiano le fallacie la chiamano generalizzazione indebita: si trae una conclusione generale, considerando solo casi particolari.
Un’altra generalizzazione indebita:
“Io sono venuto qui a guardare i conti e a dire di non dare più i soldi all’Italia perché scompaiono in tre regioni: Sicilia, Calabria e Campania. Dove ci sono la mafia, la `ndrangheta e la camorra”.
Il fatto che parte dei soldi Ue siano stati intercettati dalla mafie non significa che debbano essere tolti all’Italia, negando ai tanti cittadini onesti il sacrosanto diritto di usufruirne.

Uscendo dal campo della logica, più che una fallacia la chiamerei una “zappata sui piedi” degli italiani. Non ce la meritiamo. 

domenica 29 settembre 2013

Berlusconi: dal rigiro della frittata all’ignoratio elenchi

Letta dice che Berlusconi, con la sua ultima uscita, ha “rigirato la frittata”. È vero: ha voluto attribuire la decisione impopolare dell’aumento dell’iva al Pd, sfilandosi da ogni responsabilità.

«l’aumento dell’iva è una grave violazione dei partiti»
«ho invitato la delegazione dei Popolo della Libertà al governo a valutare l’opportunità di presentare immediatamente le proprie dimissioni per non rendersi complice di un’ulteriore odiosa vessazione imposta dalla sinistra agli italiani»

Nella logica, è una fallacia. Per estensione direi che è una ignoratio elenchi (http://www.retoricatiamo.it/reto-parole/#i), la presentazione di un argomento di discussione fuori tema, che ha l’obiettivo di distogliere l’attenzione dell’uditorio. Nel caso specifico l’argomento dell’iva non è propriamente fuori tema, ma è un aspetto di un tema più grande e complesso: le strategie per risollevare l’economia italiana.


Berlusconi si tira fuori, organizzando una fuga a gambe levate di se stesso e dei suoi. La fuga linguistica nasconde una fuga dalle responsabilità.