Visualizzazione post con etichetta Maroni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Maroni. Mostra tutti i post

martedì 24 aprile 2012

Sarkozy cerca di intercettare i voti di Le Pen: beve vino (è astemio), e tira fuori l’argomentazione bomba anti migranti

Mestiere duro la politica. Ieri Nicolas Sarkozy, presidente uscente della Repubblica francese, è andato a Tours a caccia di voti in vista del ballottaggio del 6 maggio con Hollande.
Non solo ha dovuto degustare i vini locali (sembra che Sarkozy sia astemio), ma ha dovuto anche tirare fuori il vecchio cavallo di battaglia della difesa del suolo patrio, nel tentativo di intercettare i voti di Marine Le Pen, leader del Front National:
«L'Europa che non regola i suoi flussi migratori, che non difende le sue frontiere, che apre il suo mercato senza una contropartita, è finita!»
I migranti sono l’agnus dei della destra, la vittima sacrificale che diventa un’argomentazione chiave di sicuro successo.
Il 14 marzo scorso Roberto Maroni, invitato all’Università dell’Insubria a Varese, aveva svelato questo espediente riferendosi alle uscite razziste di Borghezio e di altri militanti:
«Un po' ci abbiamo marciato, un certo atteggiamento ci garantiva consenso».

martedì 12 aprile 2011

Collana “La forza delle parole” de L’Espresso: De Gasperi fondatore dell’Europa. E Maroni?


«Mi chiedo se abbia un senso continuare a far parte dell'Unione europea»


Sono le parole pronunciate ieri a Strasburgo dal ministro dell’interno Maroni. Il ministro ha espresso la propria delusione per la bocciatura della proposta italiana di protezione temporanea per i migranti provenienti dai Paesi del Nord Africa.

Il presidente Napoletano e il ministro Frattini hanno ricordato l’importanza dell’Unione europea per il nostro Paese. Vale la pena di ricordare la metafora usata da De Gasperi nel discorso “La nostra patria Europa”, pronunciato alla conferenza parlamentare europea di Parigi nel 1954 e presente nella collana de L’Espresso “La forza delle parole”:

«[…] bisogna riconoscere che la vera e propria garanzia della nostra unione consiste in un’idea architettonica che sappia dominare dalla base alla cima, armonizzando le tendenze in una prospettiva di comunanza di vita pacificata ed evolutiva».