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domenica 29 settembre 2013

Berlusconi: dal rigiro della frittata all’ignoratio elenchi

Letta dice che Berlusconi, con la sua ultima uscita, ha “rigirato la frittata”. È vero: ha voluto attribuire la decisione impopolare dell’aumento dell’iva al Pd, sfilandosi da ogni responsabilità.

«l’aumento dell’iva è una grave violazione dei partiti»
«ho invitato la delegazione dei Popolo della Libertà al governo a valutare l’opportunità di presentare immediatamente le proprie dimissioni per non rendersi complice di un’ulteriore odiosa vessazione imposta dalla sinistra agli italiani»

Nella logica, è una fallacia. Per estensione direi che è una ignoratio elenchi (http://www.retoricatiamo.it/reto-parole/#i), la presentazione di un argomento di discussione fuori tema, che ha l’obiettivo di distogliere l’attenzione dell’uditorio. Nel caso specifico l’argomento dell’iva non è propriamente fuori tema, ma è un aspetto di un tema più grande e complesso: le strategie per risollevare l’economia italiana.


Berlusconi si tira fuori, organizzando una fuga a gambe levate di se stesso e dei suoi. La fuga linguistica nasconde una fuga dalle responsabilità.

lunedì 13 maggio 2013

Letta e la felicità del dire; Boccassini e l’infelicità del dire


“Come ho detto che non avrei fatto un esecutivo a tutti i costi, così oggi ti dico che non andrò avanti a tutti i costi.”
Nel pulmino che porta i ministri al ritiro di Sarteano, Enrico Letta ha usato queste parole per esprimere il suo disappunto nei confronti della manifestazione del Pdl contro i giudici.

Essere pronti a mollare tutto è un’argomentazione che ha la sua efficacia. Porta chi la pronuncia a conquistare una condizione di felicità del dire, di vantaggio, di autorevolezza in uno specifico contesto. C’è però un effetto collaterale: il rischio di dover mollare tutto.

“La minore, extracomunitaria, persona – lo ripeto – intelligente, furba, di quella furbizia proprio orientale…”
Nella requisitoria nel corso del processo Ruby, Ilda Boccassini ha definito in questo modo quella che al tempo era una ragazzina, perché una diciassettenne è sempre una ragazzina. È stata una gaffe, non ci sono dubbi. Ma la Boccassini ha perso autorevolezza, felicità del dire.

Parole felici e parole infelici. Il dire non è mai neutro. O meglio lo è se è insapore e inodore, come quando “si auspica il dovuto dialogo”. Con l’auspicio del dovuto dialogo non si sbaglia mai, ma si dice poco o niente.

venerdì 1 luglio 2011

Alfano, il partito dell’onestà e la spremuta di olive

Cosa c’entra la spremuta di olive con il Pdl? C’entra.

Oggi Angelino Alfano, acclamato segretario del Pdl, ha dichiarato di fronte a una folla entusiasta:

«Dobbiamo lavorare per il partito degli onesti. Presidente, lei - dice rivolgendosi a Berlusconi - è stato un perseguitato dalla giustizia perché nel '94, aveva 58 anni, e non è possibile che fino ad allora non era successo niente e, poi, quando è entrato in politica le è successo di tutto con riferimento al passato. Lei è un perseguitato, ma ho l'onestà di dire che non tutti lo sono».

Sembra che il Pdl sia intenzionato a ricostruire la propria credibilità, i pubblicitari direbbero il proprio “posizionamento”: la percezione di un prodotto da parte di noi consumatori. Nel marketing, naturalmente, la percezione ci viene “suggerita” dal produttore.

L’olio extravergine Monini afferma il suo posizionamento di genuinità, associando al marchio lo slogan “Una spremuta di olive”.

Il nuovo Pdl, all’alba dell’era Alfano, si riposiziona come ”il partito degli onesti”. Per farlo in modo credibile, è costretto ad ammettere qualche colpa dei suoi affiliati, eccezione fatta per il capo. Ma, per ricostruire il candore perduto, ne vale la pena.

Popolo della libertà o, meglio, popolo della extraverginità?