Il "papa buonasera" è un oratore di altissimo livello: raffinato, preciso, diretto, alla portata di tutti. Un comunicatore nato. In un mese di pontificato, le sue parole hanno tracciato una linea precisa. Hanno avuto la capacità di mordere la realtà, mettendo a nudo sentimenti, paure e debolezze. Anche personali.
Se vuoi sapere tutto sullo stile di Francesco in un mese di pontificato, vai qui:
http://www.huffingtonpost.it/flavia-trupia/papa-francesco-habemus-comunicatorem_b_3090454.html
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mercoledì 17 aprile 2013
mercoledì 13 marzo 2013
Francesco, papa della spontaneità
Il nuovo papa, dopo la consueta e teatrale attesa della sua
comparsa al balcone di San Pietro, parla con spontaneità e con un simpatico
accento sudamericano.
Facendo riferimento alla sua provenienza argentina,
esordisce con una captatio benevolentiae,
utile a vincere l’emozione della piazza.
“il nuovo papa sono andati a
prenderlo quasi alla fine del mondo.”
Una frase che passerà alla storia.
Si presenta come un papa che vuole abbattere le distanze tra
potere ecclesiastico e popolo:
“Un cammino vescovo e popolo. Un
cammino di fratellanza, amore e fiducia per noi.”
Infine, un rovesciamento. Prima di benedire il popolo,
chiede al popolo di pregare per lui. Invoca l’incoraggiamento della piazza,
della città e del mondo. È un passaggio interessante, perché il neo papa usa
parole consuete:
“Vi chiedo un favore: la
preghiera del popolo per il suo vescovo. La preghiera di voi su di me.”
Habemus papam et habemus comunicatorem.
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