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giovedì 27 marzo 2014

Il vocabolario rischiatutto di Matteo Renzi

In un mese, Renzi ha usato parole che lo impegnano enormemente. Di seguito, solo alcuni tra i termini rischiatutto dei primi trenta giorni (e poco più) di governo. "Le parole sono pietre" scriveva Carlo Levi. Pietre che ipotecano il futuro del premier.
A
Auto blu. Sono il simbolo del privilegio che questo ambizioso Governo promette di combattere con mano ferma. Nella conferenza stampa del 12 marzo, Renzi ha annunciato la loro messa all'asta. Nel rilancio di un Paese dai conti disastrati, la vendita di 1.500 auto sembrerebbe marginale. Nell'oratoria renziana non lo è. Le auto blu assumono la dignità di star del discorso.
Se vuoi vedere le altre voci, vai su: http://www.huffingtonpost.it/flavia-trupia/il-vocabolario-rischiatutto-di-matteo-renzi_b_5035988.html?utm_hp_ref=italy

martedì 20 dicembre 2011

Camusso, Fornero, Marcegaglia: lo scontro sul lavoro a colpi di empireo, totem e tabù

Il confronto-scontro tra le decision maker del lavoro ci fa assistere alla messa in campo di tre strategie argomentative.

La posta in gioco è la riforma dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, che vieta in licenziamento non motivato da una giusta causa.

Susanna Camusso esprime il suo dissenso:

«dicono riforma del lavoro, in realtà sono licenziamenti facili».

Mette, poi, in discussione l’iniziativa del ministro Elsa Fornero minandone la credibilità. Lo fa trasformando in un punto di debolezza un aspetto che oggi, nel sentire comune, è considerato un punto di forza: essere parte di un governo tecnico di professori.

«Scendete dalle cattedre e guardate i disoccupati» e ancora, rivolto alla Fornero: «Scenda dall’empireo, venga al mondo, discuta con i sindacati.»

La Fornero risponde contestando lo stile di comunicazione della Camusso, considerandolo antiquato, un retaggio del dei tempi andati:

«Sono dispiaciuta per un linguaggio che pensavo appartenesse al passato.»

Emma Marcegaglia è più decisa. Svaluta quelli che per la cultura italiana sono “principi indiscutibili” – la stabilità del lavoro, la giusta causa – definendoli tribali.

«Oggi non ci sono più né totem tabù. Abbiamo rigidità in uscita dalle aziende senza eguali negli altri Paesi europei».

Tre leader, tre tecniche linguistiche.

mercoledì 12 gennaio 2011

Marchionne-Camusso: spiazzamento uno e due


Non mancano le strategie linguistiche nella grande battaglia sul referendum di Fiat di Mirafiori. Segnalo un doppio spiazzamento.

Spiazzamento uno.
Il 10 gennaio Marchionne a Detroit ha tentato uno spiazzamento, cambiando il punto d vista su uno degli aspetti più sensibili della trattativa. Ha detto, sostanzialmente, che la prospettiva di lavorare sei giorni alla settimana dovrebbe essere considerata un’opportunità, non una sventura.
«Venerdì scorso - ha dichiarato l'amministratore delegato della Fiat - ero in Canada a Brampton per lanciare il charger della Chrysler. Ci hanno invitato a investire e aumentare la capacità produttiva. C'è un grande senso di riconoscimento per gli investimenti che abbiamo fatto là. Stanno aspettando di mettere il terzo turno, trovo geniale che la gente voglia lavorare, fare anche il terzo turno. Lavorare sei giorni alla settimana è una disponibilità incredibile, in Europa questo è un problema».

Spiazzamento due.
Ieri a Chianciano, Susanna Camusso - segretario generale della Cgil – ha dichiarato che Marchionne «insulta ogni giorno il nostro Paese». Il nostro Paese, non solo i lavoratori Fiat o i lavoratori in generale, ma tutti i cittadini e tutte le istituzioni. In questo modo, la gravità dell’insulto aumenta, diventa intollerabile perché tutti gli italiani sono coinvolti e – secondo la Camusso – insultati.