giovedì 9 febbraio 2012

Discorsi potenti collezioni: pillole di retorica




Uomini, ecco come si commenta il vestito di una donna!





Nel film Jerry Meguire (1996) il protagonista, un procuratore sportivo interpretato da Tom Cruise, commenta in questo modo l’apparizione di Dorothy, una mamma single interpretata da una giovanissima Renée Zellweger che indossa un tubino nero (sempre sublime, il tubino).

Jerry: “Wow, è molto più di un vestito. Questo è un film di Audrey Hepburn”

Dorothy: “Sì, credo di essermi un po’ entusiasmata all’idea di passare una serata tra adulti”

Ovviamente lui era vestito come un poveraccio, con una camiciona sopra un t-shirt. Ma, che volete, il destino delle donne è di essere sempre over dressed rispetto al proprio accompagnatori.



martedì 7 febbraio 2012

Gianni Alemanno: “c’è una strategia nordista per mettere in cattiva luce Roma”. Un’iperbole o “Alemanno furioso”?



Il sindaco Alemanno è diventato un poeta. Oggi, sulla questione maltempo a Roma, ha deciso di darsi al lirismo

Ha iniziato con un’iperbole, figura retorica che ha precedenti illustri in letteratura. Si tratta di un’esagerazione della realtà per fini espressivi (“è una vita che ti aspetto!).

Ecco la dichiarazione di Alemanno:

"Il fatto di vedere su tante prime pagine dei giornali, soprattutto del Nord, un'enfatizzazione dell'emergenza neve a Roma è francamente sospetto. Non vorrei ci fosse una strategia nordista per mettere in cattiva luce Roma".
"Mettere in cattiva luce la nostra città - ha aggiunto il sindaco poeta - nel momento in cui la Capitale si appresta a candidarsi per i grandi eventi, proprio quando il premier Monti sta per decidere sulle Olimpiadi. Lo ripeto, non vorrei ci fosse l'ennesimo tentativo di infangare Roma, di dire che la città non è in grado di autogestirsi. In realtà Roma ha superato l'emergenza molto prima di altri territori".

Nell’”Orlando furioso” di Ludovico Ariosto il duca Astolfo decide di andare sulla Luna per recuperare il senno perduto del protagonista.

Mandate qualche assessore a recuperare il senno di Alemanno.

lunedì 6 febbraio 2012

Alemanno mostra il fax come un impiegato colto in fallo

No, però… Stavo tanto tranquilla godendomi una giornata di vacanza rubata in cui avevo deciso di non fare niente di niente, solo giocare con i bambini. Invece getto uno sguardo al computer e vedo che la polemica del sindaco Alemanno sull’emergenze neve a Roma non accenna a diminuire. E subito scatta l’emergenza post.

Abbiamo tutti visto il sindaco in tv che brandiva un fax, come fosse la Magna Charta, polemizzando sui millimetri di neve previsti giovedì scorso dai meteorologi interpellati dalla Protezione civile. Sembra che il sindaco e gli esperti non si siano capiti sulle proporzioni: 35 millimetri d’acqua indicati nel fax corrispondono a 35 centimetri di neve se, come è successo, la temperatura arriva a zero.

Non entro nella polemica. Ho trovato solo poco consone le immagini di Alemanno che mostrava il fax, come fosse un povero impiegato colto in fallo e pubblicamente rimproverato. Non è un comportamento da leader.

Torno dai bambini e vi lascio con il video di Alemanno-spazzaneve.

venerdì 3 febbraio 2012

Neanche la retorica può nulla contro il meteo!

La presentazione di Discorsi potenti di oggi alla Biblioteca Comuncale di Gaeta è stata rimandata a giovedì 16 febbraio a causa della neve.

giovedì 2 febbraio 2012

Monti, è vero il posto fisso non esiste più – lo sapevamo - ma le alternative?

Bufera sul web per l’affermazione di ieri sera del premier Monti che, ospite a Matrix, ha detto: «I giovani devono abituarsi all’idea che non avranno un posto fisso per tutta la vita. Del resto, diciamo la verità, che monotonia un posto fisso per tutta la vita. È più bello cambiare.» (video).

È vero, tutta la vita nello stesso posto di lavoro è una gran noia. È vero anche, però, che le condizioni della flessibilità devono essere diverse da quelle attuali.

Come la mettiamo con le banche che adorano la monotonia del posto fisso, quando si tratta di concedere un mutuo anche risicato? E come la mettiamo con le malattie? Facciamo corna, certo, ma chi darà lo stipendio a un simpaticone malato che, per evitare di perdere la sua verve a causa del tedio del posto fisso, si trova a casa senza stipendio perché non ha alcuna copertura? Lasciamo perdere la maternità, per evitare di metterci a piangere.

Ma questo lo sa anche Monti che aggiunge: «le sfide devono essere in condizioni accettabili e questo vuol dire che bisogna tutelare un po’ meno chi oggi è ipertutelato, tutelare un di po’ di più chi oggi è quasi schiavo nel mercato del lavoro».

Bastava dire questo.

Tirare fuori la storia della monotonia assume un valore grottesco nella situazione attuale. E credo non sia il modo corretto per parlare ai ragazzi, che devono essere sì spronati, ma anche incoraggiati. La presentazione delle prospettive negative porta solo all’autocommiserazione che è inutile e dannosa.

A mio avviso bisogna ricordare ai giovani che tutte le generazioni hanno affrontato difficoltà anche di gran lunga peggiori di quelle che sta incontrando quella attuale: mio padre, da bambino, non aveva le scarpe; mio suocero viveva in una baracca sulle sponde del Tevere (il bagno era un buco per terra).

Non sarà facile, ma anche questa generazione riuscirà a emergere e a farsi strada se Monti ci assicura che non verranno prese decisioni scellerate.

Oggi su La Repubblica Arianna Huffington, direttore dell’Huffington Post, commenta la recessione americana ed Europea.

«In Europa, come in America, abbiamo un disperato bisogno […] dell’ottimismo, dell’innovazione e della creatività»

Quale ottimismo, quale innovazione e quale creatività nascono dall’autocommiserazione?

Discorsi potenti domani a alla Biblioteca Comunale di Gaeta

Presentazione e gruppo di lettura di Discorsi potenti , il libro.

Biblioteca Comunale di Gaeta, ore 17, via Annunziata 721.

mercoledì 1 febbraio 2012

Discorsi potenti collezione: pillole di retorica







Thank you for smoking (film del 2005). Nick Naylor, lobbista, dà sfoggio della sua arte oratoria per convincere Lorne Lutch a non denunciare la Big Tabacco.
Lutch è l'ex cow boy testimonial della Malboro, nonché un ex fumatore. Nel film è in fin di vita a causa di un cancro ai polmoni.
Naylor ha una valigetta piena di soldi. Ma il risultato non è scontato (video).

LL: Quindi sei qui per farmi stare zitto?
[…]
NN: Sostanzialmente, sì. No, non sostanzialmente. È esattamente così.
LL: La mia dignità non è in vendita.
NN: Non è un’offerta, è un regalo. Le tasse sono pagate. Puoi prenderli, non importa cosa ne fai. Il senso di colpa dovrebbe farti passare la voglia di parlare male di noi.
LL: Ti hanno detto di dirmi questo?
NN: Nossignore, avrei dovuto solo scusarmi, darti i soldi e andarmene.
LL: Perché mi stai dicendo tutto questo?
NN: Per farti prendere i soldi.
LL: Perché dovrei farlo?
NN: Perché non sei un pazzo?
LL: Certo che lo sono.
NN: E la prima cosa che farai sarà chiamare LA Times e la Cnn […]. Quando saranno qui, aprirai la valigetta e getterai tutti i soldi sul pavimento. [Nick Naylor getta i soldi sul pavimento. Sono tantissi.]
LL: Perché?
NN: Credimi, fa molto più effetto così. Non dimenticare di buttare fino all’ultimo centesimo. E, se puoi, fai uno o due colpi di tosse. Una volta che tutto è sul pavimento, dì loro cosa intendi fare con questi soldi.
LL: E cosa ci dovrei fare?
NN: Li devi donare. Sì, fonderai la Lorne Lutch Cancer Foundation […]
LL: Aspetta un attimo. E la mia famiglia?
NN: Beh, Lorne, non puoi tenere i soldi.
LL: Perché diavolo non posso?
NN: Insomma, denunciarci e tenere lo sporco denaro…?
LL: Ok, ci devo pensare.