mercoledì 21 marzo 2012

Le parole contro il gioco d’azzardo. Un incontro pubblico il 23 marzo a Corsico Milanese

Venerdì 23 marzo alle 21 modero un incontro per la prevenzione della dipendenza dal gioco d’azzardo.

“Il gioco d’azzardo tra delusione, disperazione
e speranza. Come prevenire”
Conversazione con Filippo Torrigiani, Assessore
alla Viabilità e Città Sicura di Empoli e Flavia
Trupia
, esperta di comunicazione

Sala La Pianta, via Leopardi 7

lunedì 19 marzo 2012

Discorsi potenti collezione. Pillole di retorica. Quando la tradizione è strozzina



Oggi è la festa del papà. Un nuova pillola di retorica ne ricorda uno, costretto a ricorrere a un usuraio per onorare le regole non scritte – ma non per questo meno ferree – di una tradizione che inchioda. La figlia si sposa e bisogna organizzare una festa di matrimonio come si deve. Altrimenti si fa cattiva figura.

Saverio, il papà che fa il cameriere, rimane impietrito di fronte al preventivo del pranzo di nozze: non è in grado di pagarlo. Le parole potenti del cognato e gli occhi supplicanti della moglie, sono però un’ottima argomentazione per indebitarsi oltre le proprie possibilità.

Il dialogo è tratto dal film “L’amico di famiglia” di Paolo Sorrentino (2006).


Zio della sposa: Le figure di merda, Saverio, le figure di merda. Io non gliele faccio fare le figure di merda a mia nipote. Già a mia sorella non gli hai fatto fare il viaggio di nozze. Pure tua figlia vuoi vedere infelice? Dall’altra parte ti hanno pagato la casa, i mobili, il viaggio di nozze, il servizio fotografico, il filmino, le fedi e pure la torta nuziale. A te tocca il ricevimento, le bomboniere e l’abito da sposa, è chiaro?

Madre della sposa: Questo è il preventivo di Michelini. È l’opzione più economica: antipastino di mare, linguine dello chef…

Zio della sposa: Sarebbero con gli scampi.

Madre della sposa: Alternativa: pennette alla Vodka. Per secondo, frittura di calamari e gamberi…

Zio della sposa: … fresca, niente merda congelata, eh!

Zio della sposa: … fresca. Insalatina, melanzana alla maniera del marinaio, caffè. Il tutto 15 euro.

Padre della sposa (Saverio): È ancora molto caro, non c’è un’opzione più economica?

Zio della sposa: un’opzione più economica sarebbe una spaghettata aglio e olio a casa tua. Saverio, ma quanto vorresti spendere?

Padre della sposa (Saverio): Sono duecento invitati, moltiplica per 15 euro, sono 3 mila euro. Vini, bomboniere e abito da sposa esclusi. Io non ce la faccio.

Madre della sposa: (scoppia a piangere).



mercoledì 14 marzo 2012

La paccata del Ministro Fornero è bullismo verbale

Un ministro può usare, talvolta, un registro informale. Lo può fare anche un professore con i suoi studenti. È una collaudata tecnica di captatio benevolentiae, un tentativo lecito per conquistare una piccola ma sudata fetta di approvazione.

Ieri, il ministro del lavoro Fornero ha usato un'espressione informale per ottenere il risultato opposto della captatio benevolentiae. Il risultato? Una voluta sgradevolezza.

«È chiaro che se c'è un accordo (con i sindacati), io mi impegno a trovare risorse più adeguate e a fare in modo che il meccanismo degli ammortizzatori funzioni bene.»

E qui arriva l'anti-captatio:

«ma se uno comincia con il dire no, perché dovremmo mettere lì una paccata di miliardi e poi dire: voi diteci di sì. No, non si fa così»

Ma l'economia non dovrebbe innanzitutto creare lavoro?

Non basta usare un linguaggio da bulli per avere ragione.

lunedì 12 marzo 2012

«Lanciare razzi sui bambini addormentati» nel cuore di tenebra dell’Afghanistan

Non esistono armi intelligenti, solo armi di assoluta idiozia che diventano ancora più idiote nelle mani di un soldato fuori di sé per l’alcol o per l’usura della guerriglia.

È il soldato americano che a Kandahar in Afghanistan, alle tre della notte tra sabato e domenica, ha ucciso 17 civili, tra i quali bambini che dormivano.

Nel 2009 all’Università del Cairo, Obama ha pronunciato un discorso che viene interpretato come una mano tesa dell’Occidente verso il mondo musulmano.

Un capolavoro di oratoria. Il presidente americano utilizza un linguaggio preciso, descrittivo, figurato come nella Bibbia. Per descrivere la guerra ricorre a una metafora:

«lanciare razzi sui bambini addormentati»

È quello che è successo.

giovedì 8 marzo 2012

Al ministro Riccardi fa schifo la politica, ma ama l’allitterazione

Il ministro Andrea Riccardi esce dall’impasse della gaffe di ieri grazie a un’allitterazione.

Il ministro della Cooperazione, parlando con il guardasigilli Paola Severino, aveva commentato in questo modo l’incontro saltato tra Pdl, Pd e Udc a seguito della cancellazione della presenza di Angelino Alfano:

«Alfano voleva creare il caso, vogliono solo strumentalizzare. In realtà il Pdl ha problemi a trovare un accordo sulla legge elettorale. È questa la cosa che mi fa più schifo della politica»

Riccardi, dopo essersi scusato, tenta di chiudere il caso con un’allitterazione, una figura retorica che consiste nella ripetizione di una sillaba o di un suono in parole che si susseguono:

«Non credo di dover parlare di più sul non parlato» (video)

“Tanto, se tanto mi da tanto, è meglio fare il tonto” dice Zucchero Fornaciari nella Canzone “Pronto” (album Fly).

lunedì 5 marzo 2012

Quando le parole sono azioni. Marco Alemanno, compagno di Dalla, segna un punto per la libertà di amare

Un uomo ha ricordato il compagno al suo funerale cattolico: senza infingimenti, davanti al mondo.

È quanto è successo ieri alle esequie di Lucio Dalla in San Petronio a Bologna, dove Marco Alemanno ha ricordato il suo compagno di vita:

“Da diverso tempo ormai ho il piacere, l’onore e il privilegio di crescere al fianco di Lucio, il cantante, il musicista, il regista ma soprattutto l’uomo eterno bambino a cui devo già tanto”

Un discorso che segna un passaggio decisivo a favore dell’amore senza pregiudizi. Tra uomini, tra uomini e donne, tra donne e donne. L’amore, insomma.

Ricordo la poesia “Funeral blues” di Wystan Hugh Auden diventata celebre grazie al film “Quattro matrimoni e un funerale” (1994), nel quale viene pronunciata da un omosessuale per il compagno in occasione del suo funerale.

Fermate tutti gli orologi, isolate il telefono,
fate tacere il cane con un osso succulento,
chiudete i pianoforte, e tra un rullio smorzato
portate fuori il feretro, si accostino i dolenti.

Incrocino aeroplani lamentosi lassù
e scrivano sul cielo il messaggio Lui È Morto,
allacciate nastri di crespo al collo bianco dei piccioni,
i vigili si mettano guanti di tela nera.

Lui era il mio Nord, il mio Sud, il mio Est ed Ovest,
la mia settimana di lavoro e il mio riposo la domenica,
il mio mezzodì, la mezzanotte, la mia lingua, il mio canto;
pensavo che l'amore fosse eterno: e avevo torto.

Non servon più le stelle: spegnetele anche tutte;
imballate la luna, smontate pure il sole;
svuotatemi l'oceano e sradicate il bosco;
perché ormai più nulla può giovare.

(Traduzione di Gilberto Forti)

Ringrazio http://www.sagarana.it/rivista/numero3/poesia2.html dal quale ho tratto il testo di Auden. Nel sito è presente anche la versione originale.

venerdì 2 marzo 2012

L’Italienish delle riunioni di lavoro è un pidgin

«Sei sul track giusto»: è l’elogio guadagnato sul campo
in una riunione sul tema dei social network.

Subito dopo sono arrivate altre amenità: «Siamo on the way»; «la tua esposizione deve essere easy»; «I risultati finali saranno esposti all together».

Wodelful! Benvenuti nell’universo del pidgin fine novecento, retaggio dell’aziendalese anni ’90.

Tecnicamente il pidgin è un “idioma cammello”, uno strano animale linguistico frutto della mescolanza di popolazioni e culture diverse.

Non si tratta di una lingua vera e propria, perché la struttura è semplificata e manca una tradizione letteraria.

Speriamo che, alla lunga, non porti anche alla semplificazione del pensiero.