lunedì 8 aprile 2013

“Haec ornamenta mea”. Maroni gioca a fare Cornelia

La metafora come riscatto etico. Maroni a Pontida ha mostrato al popolo leghista i sacchetti con i diamanti acquistati dall’ex tesoriere Belsito, ora espulso dal partito e inquisito.

La ricerca della verginità perduta trova nel suo cammino una metafora: i bravi leghisti sono preziosi come diamanti.

Brandendoli Maroni afferma:

“Ho chiesto ai dirigenti delle varie regioni di consegnarli ai militanti più meritevoli e alle sezioni che più s’impegnano per il movimento: sono loro i nostri diamanti.”

“Questi sono i miei gioielli”. Maroni come Cornelia?

sabato 6 aprile 2013

La Lombardi e la potenza del non dire


Il dire è potente, ma il non dire può esserlo ancora di più. Roberta Lombardi capo gruppo alla Camera del Movimento Cinque Stelle - dopo il bucolico raduno di ieri nell’agriturismo con Beppe Grillo - non ha detto. Ma, allo stesso tempo, ha detto e come.

“Non ci sono espulsioni, nessuno verrà cacciato […]. Chi deciderà di votare con il Pd farà una scelta personale tradendo gli impegni verso gli elettori. Sarà quindi lui a decidere di uscire dal movimento.”

Traduzione: Attenti a voi. Seguite la grillo-strada. 

venerdì 5 aprile 2013

Onida e la veridizione

Il bambino cattivo Giuseppe Cruciani de La zanzara ha fatto la sua solita, discutibile marachella. Confessa candidamente: “non sapevo che inventarmi per la trasmissione.”

Una telefonata di una finta Margherita Hack (l’imitatore Merkù) ha tratto in inganno Valerio Onida, uno dei membri della commissione di saggi voluta dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Onida ha confessato l’inconfessabile:
“Guardi, sì. Questa cosa dei saggi probabilmente è inutile […]. Serve a coprire questo periodo di stallo […] insomma è un lavoro di copertura di questo momento di stallo. […]. In sostanza non servirà un granché.”

Secondo Greimas e Courtés la “veridizione” è un contratto. Li cito, perché è complicato (ma interessante e – non vi preoccupate - breve): “un creder-vero deve essere installato alle due estremità del canale della comunicazione, ed è questo equilibrio, più o meno stabile, questa tacita intesa di due complici più o meno coscienti che noi chiamiamo contratto di veridizione”.

In sostanza la gaffe di Onida è una vera gaffe se anche noi, dall’altra parte del filo della comunicazione, crediamo che “questa cosa dei saggi” sia inutile.

E, ahimè, mi sa tanto che lo crediamo.

venerdì 15 marzo 2013

Merkel, Bachelet, Thatcher, Iotti. Le parole del pink power


Problema. Le donne si sono stra-rotte le scatole di essere gli angeli del focolare. Come gestire questo travolgente cambiamento sociale? Il modello della donna che gioca un ruolo di secondo piano sta faticosamente e molto lentamente tramontando e questa evoluzione comporta la necessità di cambiare il modo di pensare e di agire.
Ne è una prova il fatto che nella composizione del nostro nuovo Parlamento si registra un dato inedito: un record di presenza femminile del 30%. Ma quali peculiarità ha il potere delle donne? Possiede caratteristiche specifiche o è uguale a quello degli uomini? Credo sia difficilissimo dare una risposta a questa domanda. Ma potrebbe risultare utile vedere come il potere rosa si traduca nelle parole e nei discorsi di quelle donne che, nel mondo contemporaneo, hanno raggiunto i vertici della società. Ne scelgo quattro tra molte - purtroppo ancora non moltissime - per offrire una veloce panoramica delle diverse sfumature del pink power.

Se ti interessa il resto. vai su Huffington:
http://www.huffingtonpost.it/flavia-trupia/merkel-bachelet-tatcher-iotti-le-parole-del-pink-power_b_2876256.html

mercoledì 13 marzo 2013

Francesco, papa della spontaneità


Il nuovo papa, dopo la consueta e teatrale attesa della sua comparsa al balcone di San Pietro, parla con spontaneità e con un simpatico accento sudamericano.

Facendo riferimento alla sua provenienza argentina, esordisce con una captatio benevolentiae, utile a vincere l’emozione della piazza.
“il nuovo papa sono andati a prenderlo quasi alla fine del mondo.”

Una frase che passerà alla storia.

Si presenta come un papa che vuole abbattere le distanze tra potere ecclesiastico e popolo:

“Un cammino vescovo e popolo. Un cammino di fratellanza, amore e fiducia per noi.”

Infine, un rovesciamento. Prima di benedire il popolo, chiede al popolo di pregare per lui. Invoca l’incoraggiamento della piazza, della città e del mondo. È un passaggio interessante, perché il neo papa usa parole consuete:

“Vi chiedo un favore: la preghiera del popolo per il suo vescovo. La preghiera di voi su di me.”

Habemus papam et habemus comunicatorem.

mercoledì 6 marzo 2013

“Almeno sono onesti”. Il gangnam style del dopo voto


Nei media, negli uffici, nei bar tutti commentano le elezioni.
Il ritornello che ossessiona le nostre menti come un gangnam style è riferito ai girillini, la cui inesperienza genera qualche preoccupazione nei cittadini schifati dai soliti politicanti ma, allo stesso tempo, impensieriti dall’ondata di dilettantismo.
Il rito di rassicurazione collettiva consiste nella ripetizione infinita del ritornello “almeno sono onesti”.  
L’onestà dovrebbe essere il grado zero. È diventata il grado più alto della scala della fiducia e della delega. Strano destino di una parola. E di un Paese.




lunedì 4 marzo 2013

Titoli tossici: un articolo sul mestiere del ghostwriter

http://www.scribd.com/doc/128337444/Titoli-Tossici-Il-Mercato-Segreto-Dei-Ghostwriter-La-Repubblica-04-03-2013