venerdì 2 ottobre 2015
Quando “austerità” non era una parolaccia e le convergenze erano parallele
Compromesso storico, lotta di classe, questione morale, virilità, convergenze parallele sono le parole della politica della prima Repubblica. Confrontate con #lavoltabuona e #grillocomerenzi ci danno immediatamente l’idea di come il mondo sia cambiato.
Meglio le parole della politica di ieri o quelle della politica di oggi? Il paragone è difficile, perché la frenesia mediatica della contemporaneità ha influenzato moltissimo il linguaggio. Ma una cosa è certa: mai sottovalutare le parole, perché raccontano la storia.Leggi l’articolo.
giovedì 1 ottobre 2015
Il taglia-incolla di Corbyn
Le vie della tirchieria sono infinite. Sembra che il leader dei Labour britannici Corbyn abbia "taglia-incollato" un discorso scritto trent'anni fa dal ghostwriter Richard Heller.
Il discorso incriminato non era mai stato pronunciato e, nel 2011, Heller lo aveva pubblicato nel suo sito.
Heller sostiene di essere stato contattato dai vertici del partito, per informarlo che Corbyn avrebbe usato qualche parola del suo discorso. Ma, nei fatti, il leader labourista non si è limitato a "qualche parola".
Non sarebbe stato meglio pagare lo stesso Heller per scrivere un discorso fresco fresco?
http://www.ilgiornale.it/…/corbyn-e-discorso-copiato-scritt…
Il discorso incriminato non era mai stato pronunciato e, nel 2011, Heller lo aveva pubblicato nel suo sito.
Heller sostiene di essere stato contattato dai vertici del partito, per informarlo che Corbyn avrebbe usato qualche parola del suo discorso. Ma, nei fatti, il leader labourista non si è limitato a "qualche parola".
Non sarebbe stato meglio pagare lo stesso Heller per scrivere un discorso fresco fresco?
http://www.ilgiornale.it/…/corbyn-e-discorso-copiato-scritt…
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mercoledì 30 settembre 2015
Il sarcasmo di Calderoli: "lacerare la carne"
"Io comunque le esprimo, presidente [Grasso], tutta la mia solidarietà, perché mai, in venti e rotti anni che sono in Parlamento, avevo sentito da Palazzo Chigi la data e l'orario della convocazione della capigruppo. Palazzo Chigi che ci detta la data entro cui andare in aula e approvare la Costituzione. Tra un po' mi aspetto che al momento del voto sulle riforme spunti il dito di Renzi da sotto il mio banco che vota al posto mio, [...] La ringrazio per le posizioni assunte, ma da quest'oggi vige il quest'aula il regolamento del Marchese del Grillo: 'Io sono io e voi non siete un c...". Sono le parole pronunciate ieri da Roberto Calderoli, dopo la decisione del presidente del Senato Pietro Grasso di dichiarare irricevibili i 70 milioni di emendamenti alla riforma della Costituzione. La parola "sarcasmo" deriva dal greco sarkasmós che deriva, a sua volta, da sarkázein e significa "lacerare la carne". Chi è sarcastico lacera. O almeno ci prova.
#retorica #PerLaRe #AssociazionePerLaRetorica
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sabato 12 settembre 2015
Al centro sempre la persona, non il dio denaro. La prosopopea di Papa Francesco
Oggi papa Francesco ha incontrato nella sala
Nervi in Vaticano i dipendenti e i soci della Banca di Credito Cooperativo di
Roma. Ero presente per motivi di lavoro.
Ecco le frasi-slogan di Francesco.
Iniziamo
dalla prosopopea del
denaro che diventa essere animato, addirittura un dio:
“Al centro sempre la persona, non il dio
denaro”.
Poi un chiasmo:
“Non deve comandare il capitale sull’uomo, ma l’uomo sul capitale.
”Tre ossimori,
apparenti contraddizioni:
“Far crescere l’economia dell’onestà.”
“Partecipare alla globalizzazione della solidarietà.”
“Una banca cooperativa deve cercare di umanizzare l’economia.”
Doppio salto mortale. I tre ossimori nascondono
una presupposizione. L'oratore dà per scontato che il suo punto di vista sia
condiviso da tutti. In questo caso il papa dà per scontato che le parole
"economia" e "globalizzazione" siano comunemente utilizzate
in un'accezione negativa.
Un explict dedicato
al mondo bancario:
“Per favore, non dimenticatevi di pregare per me. Non vi chiedo
soldi. Vi chiedo preghiera”.
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mercoledì 9 settembre 2015
Migranti = esseri umani. Il discorso di Juncker sullo "Stato dell'Unione"
Nel suo discorso sullo “Stato dell’Unione”,
tenuto oggi a Strasburgo, il presidente della Commissione Europea Juncker cerca
di alzare il livello della discussione. Non cade nel tranello dei soli numeri,
buoni per una riunione di condominio della peggior specie, ma traduce i numeri
in esseri umani.
120 mila rifugiati da ripartire in quote obbligatorie
tra gli Stati sono persone: uomini, donne, bambini. Non manca un paragone con
la situazione dell’Ucraina.
"Non parliamo di numeri, ma di esseri
umani che vengono da Siria e Libia e quello che stanno passando potrebbe
accadere a chi oggi vive in Ucraina: non si può fare distinzione di credo,
etnia o di altro tipo"
Juncker ha sottolineato che i numeri del
fenomeno migratorio sono "spaventosi, ma questo non è il tempo di avere
paura, è il tempo di un'azione concertata e della solidarietà da parte dell’Unione
Europea, dei suoi Stati Membri e delle sue istituzioni". Il presidente della
Commissione Ue ha aggiunto che "è il tempo in cui deve prevalere la
dignità umana.
L’anafora “È il tempo…” ci è familiare, ricorda
l’Ecclesiaste: “Per ogni cosa c'è il suo momento, il suo tempo per ogni
faccenda sotto il cielo. C'è un tempo per nascere e un tempo per morire,
un tempo per piantare e un tempo per sradicare…” (Ecclesiaste 3, http://www.laparola.net/testo.php?riferimento=Ecclesiaste3&versioni%5B%5D=C.E.I.).
Il discorso continua sue due fronti: l’immedesimazione
con i migranti e la volontà di sottolineare che il fenomeno migratorio non è
solo uno svantaggio per l’Europa. Anzi.
L’immedesimazione.
“Tutti noi dobbiamo ricordare che l'Europa è un continente in cui siamo
stati tutti, in un qualche momento della storia, dei rifugiati".
Il concetto viene sottolineato con una domanda retorica: “Mettiamoci noi
nei loro panni: quanto pagheremmo per rifarci una vita?”.
Il vantaggio per la UE.
"Invecchiamo, abbiamo bisogno di nuovi talenti, che arrivino da
ogni parte del mondo".
“Talenti” non zavorre. Juncker dixit.
venerdì 4 settembre 2015
"In caso di disastro lunare", un discorso mai pronunciato
Un discorso all’insegna del “non si sa mai”. Lo ha scritto lo speechwriter William Safire nel luglio 1969 per il capo dello staff del presidente americano Nixon. Il mondo aspettava con trepidazione lo sbarco sulla Luna dell’Apollo 11. Safire scrive un discorso di riserva, nel caso gli astronauti Armstrong e Aldrin non fossero riusciti nella loro impresa. Ecco l’incipit:
“Il destino ha decretato che gli uomini che si sono recati sulla Luna per esplorarla in pace rimarranno sulla Luna per riposare in pace”. Fortunatamente il discorso non è mai stato pronunciato.
Questo contenuto è stato segnalato da Andrea Granelli, vicepresidente di PerLaRe, associazione Per La Retorica.
Qui per leggere il testo del discorso.
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martedì 1 settembre 2015
Il racconto di occupazione e crescita nel video-messaggio di Renzi
Dati-sulla-crescita-Istat=video-messaggio-sui-social. È questa la grammatica della modernità. I tempi contemporanei richiedono abilità oratorie che sono spesso sottovalutate. Non certo dal premier Renzi che, sempre puntuale, risponde all’appuntamento con l’arte del dire. La diffusione dei dati Istat sul lavoro è stata oggi prontamente accompagnata da un breve discorso alla nazione.
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