sabato 19 dicembre 2015

Le immagini-tatuaggio del cinema

Quali sono le immagini dei film che rimangono in mente per sempre, quelle metafore visive che si tatuano nella nostra memoria?
Il re Leone ancora cucciolo che viene presentato ai suoi sudditi, gli innamorati di Titanic con le braccia ad ali d’uccello, il lui e la lei di Ghost che si amano davanti a un tornio, la mano del Gladiatore che sfiora il grano, le terrificanti gemelle di Shining, la classe in piedi sui tavoli de L’attimo fuggente, il gesto dell’ombrello dei Vitelloni (“lavoratori!”)…
Ce ne sono altre? Sicuramente sì. Guarda la gallery in http://www.perlaretorica.it/le-immagini-tatuaggio-del-cinema/

venerdì 18 dicembre 2015

La versione di Boschi


Abbiamo di fronte il prossimo premier? Forse sì. Oggi Maria Elena Boschi, nel suo discorso sulla mozione di sfiducia, ha dimostrato capacità oratoria e tenuta psicologia. Una 34enne che non si è fatta intimidire dalle difficoltà della politica.
“Dov’è il favoritismo nell’aver fatto perdere a mio padre l’incarico?” è la domanda retorica del ministro.
Ma il punto emozionale del discorso arriva con l’Erlebnis, la narrazione personale che diventa storia universale. Uno stra-classico dell’oratoria:
“Lasciatemi dire però quello che ho nel cuore: io amo mio padre e non mi vergogno a dirlo. Mio padre è una persona per bene. Io sono fiera di lui e sono fiera di essere la prima nella famiglia Boschi a essersi laureata. Lui figlio di contadini che, per andare a scuola a diplomarsi, ogni giorno faceva 5 chilometri all’andata e 5 al ritorno e quaranta minuti di treno. Questa è la storia semplice, umile, ma forte della mia famiglia.”
Poi, una versione elegante dei “gufi e rosiconi” di Renzi:
“So che fare il ministro a 34 anni può attirare invidie e maldicenze. Non mi fanno paura.”
Non stentiamo a crederlo.

Tutto sulla retorica e l'oratoria, qui: http://www.perlaretorica.it/

domenica 13 dicembre 2015

Matteo Renzi alla Leopolda: l’oratoria del bicchiere strapieno


L’oratoria di Renzi non è definibile come “quella del bicchiere mezzo pieno”, ma come “quella del bicchiere strapieno”. Dopo averlo ascoltato, ci si chiede perché passiamo le giornate a lamentarci del nostro Paese e delle sue opportunità perdute. Ostentare ottimismo è una grandissima dote in politica e, più in generale, nella leadership. Renzi lo sa bene.
Continua...
http://www.perlaretorica.it/matteo-renzi-alla-leopolda-lor…/

mercoledì 2 dicembre 2015

Disarmate”. Sono le persone che non conoscono la retorica

“Disarmate, imbelli, nelle mani degli altri”. Sono le persone che non conoscono la retorica.  Valerio Magrelli, uno dei più grandi poeti italiani contemporanei, parla dell’importanza dell’arte del dire, che non è solo roba da letterati e studiosi, ma strumento quotidiano di comprensione e persuasione. Dalle parole di Magrelli scopriamo che, in Grecia, la metafora è un mezzo di trasporto per persone e merci: la nostra Ape, per intenderci. Non ci stupisce, se pensiamo che la parola deriva da μεταϕέρω che significa “trasferire”. Quindi, come dice Magrelli, la metafora non solo è viva e in ottima salute: ma ci trasporta con il suo ronzio.
Guarda il video qui.

mercoledì 18 novembre 2015

La fallacia della generalizzazione indebita



La prima pagina di Libero del 14 novembre riporta una ‪‎fallacia‬. Le fallacie sono sottili, perché sono apparentemente logiche e credibili ma, di fatto, false e ingannevoli. Il ragionamento di Libero è il seguente:
Quelli dell’Isis sono bastardi. VERO.
Quelli dell’Isis sono musulmani. VERO.
Tutti i musulmani sono bastardi. FALSO.
Sarebbe come dire:
I mafiosi sono bastardi. VERO.
i mafiosi sono cristiani. TENDENZIALMENTE VERO.
I cristiani sono bastarsi. FALSO.
Attenti alle fallacie perché, come scrive Franca D’agostini, sono verità avvelenate.

domenica 15 novembre 2015

Gnoli intervista Bice Mortara Garavelli, la regina della retorica

Bellissima intervista di Antonio Gnoli su La Repubblica a Bice Moratara Garavelli, autrice del “Manuale di retorica”, Nell’intervista si parla del suo maestro Benvenuto Terracini, della sua amica Maria Corti e della drammatica morte di suo figlio. E, ovviamente, di ‪#‎retorica‬. Di seguito alcuni passaggi dell’intervista.
Qual è il fascino della retorica?
“Direi l’arte di persuadere”.
E il limite?
“La capacità di ingannare”.
In un politico?
“Se è sprovvisto del senso della cosa pubblica la menzogna diventerà essa stessa cattiva persuasione “.
Quanto incide la retorica in pubblicità?
“Tantissimo. Ma in modo inconsapevole. Un brano pubblicitario mette in gioco tutti i congegni della retorica, ma senza esserne profondamente cosciente “.
La retorica è una forma di potere?
“È il potere di “fare presa” sui destinatari. Ma per catturare le persone cui ci si rivolge bisogna identificarsi con loro. Le diverse maniere di raggiungere tale identificazione sono l’oggetto della retorica”.
[…]
Da discorso innocuo e ornamentale, come la consideravano gli antichi, diventa una strategia comunicativa di conquista.
“Anche nell’antichità si pensava alla lingua come potere di persuasione. La retorica nasce nel V secolo avanti Cristo. Nella Magna Grecia e in Sicilia “.
Dove il pensiero divagava.
“Mica tanto. Fin da subito le tecniche retoriche si manifestano sia come l’arte di difendersi e di attaccare nelle controversie giuridiche e nei dibattiti politici; sia nell’uso della parola come suggestione, trascinatrice degli animi, incantamento della ragione “.
Agilità e versatilità della parola.
“Già Omero immaginò che il sapiente sapeva conversare con gli uomini in molti modi. La retorica occidentale fu alla base della creazione della civiltà greca. Per il suo fiorire furono determinanti lo sviluppo della polis e la democrazia”.
Non crede che la retorica ci abbia allontanati dalla verità?
“Nietzsche aveva compreso che il linguaggio è eminentemente retorico e che per questo non vive di verità ma di assenza di verità. Le mobili metafore non sono il riflesso della realtà ma la sua falsificazione o trasformazione”. Leggi l’intervista

domenica 8 novembre 2015

A Bologna è di scena la retorica della destra


Una Meloni veemente, un Berlusconi che alterna momenti di ritorno agli antichi fulgori e momenti appannati, un Salvini apostolo del pane e salame. La retorica della destra si confronta in Piazza Maggiore a Bologna. La kermesse della Lega è l’occasione per ascoltare la carrellata di discorsi di Fratelli d’Italia-Forza Italia-Lega.
FT ‪#‎retorica‬
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